Per ognuno esiste una pietra che può donare la felicità

di Redazione Il Libraio | 12.01.2017

Luna è una ragazza di 29 anni che non crede più che le pietre possano aiutare le persone. Quando era una bambina il nonno le diceva sempre: “Segui le pietre, solo loro regalano la felicità“, e lei lo capiva: l’agata le infondeva coraggio, l’acquamarina le donava gioia e la giada pace e saggezza.

Ma poi, una notte, Leonardo, l’amore della sua giovinezza, l’ha abbandonata senza una spiegazione, senza una parola. E per Luna le pietre sono diventate semplici sassolini colorati che vende nel negozio di famiglia, mentre il nonno è in giro per il mondo a cercare gemme.

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Leonardo era l’unico a credere come lei nel fascino dei minerali e dei cristalli, e quando se ne è andato il mondo di Luna è crollato. Ci ha messo anni per ricostruirlo, con fatica, pezzo dopo pezzo. E poi, improvvisamente, Leonardo è tornato. E adesso promette di dare a Luna tutte le spiegazioni del caso, ma lei è troppo ferita per riuscire a starlo a sentire. Fidarsi nuovamente di lui le sembra impossibile. Sarà solo grazie al nonno e ai suoi consigli che Luna potrà ricordare il potere nascosto delle pietre: l’unico modo per ritrovare la serenità sarà guardarsi dentro e avere il coraggio di seguirle, perché per ognuno esiste una pietra che può donare la felicità.

La voce nascosta delle Pietre (Garzanti) è il romanzo “cartaceo” d’esordio della giornalista Chiara Parenti, classe 1980, già autrice di tre romanzi ebook per la collana Youfeel di Rizzoli: Tutta colpa del mare (e anche un po’ di un mojito), Con un poco di zucchero e L’importanza di chiamarsi Cristian Grei.

Per gentile concessione dell’editore, proponiamo un estratto:

AGATA

Potente pietra protettiva, infonde coraggio e allontana timidezza e paura. Promuovendo l’introspezione, aiuta a fare scelte sensate in qualsiasi ambito della vita ed è eccellente per coloro che tendono ad agire d’impulso, senza riflettere.

Conobbi Leonardo Landi l’ultima settimana di vacanza prima di cominciare la seconda elementare.

Avevamo entrambi sette anni e lui si era appena trasferito con la madre nel nostro quartiere alla periferia di Milano. Era un caldo pomeriggio di inizio settembre, il sole filtrava tra i rami nodosi del vecchio ciliegio in fondo al giardino, sotto il quale ero seduta insieme al nonno.

Con il naso affondato tra le pagine del suo vecchio quaderno a quadretti, sorseggiavo il latte caldo col cioccolato, incurante del fatto che ci fossero almeno 32 gradi all’ombra.

I bambini del quartiere correvano in bicicletta lungo la strada e attraverso i miei grandi occhiali spessi io li guardavo di tanto in tanto, sperando, di nascosto, di vederli liquefarsi sull’asfalto.

“Ma quanti sono? Non saprei proprio quale scegliere…” sospirai di fronte al catalogo di 430 minerali diversi che stringevo tra le mani. Per molti, il quaderno scritto dal nonno e sgualcito dal tempo poteva sembrare solo un semplice schedario che descriveva le caratteristiche fisiche e le proprietà terapeutiche dei principali minerali presenti in natura, ma per me era più un grande libro di magia da sfogliare con la massima reverenza.

Ognuna delle pietre descritte aveva dei poteri stupefacenti e io mi sentivo come un’aspirante maghetta desiderosa di carpirne i più reconditi segreti.

I miei occhi affascinati si perdevano in mezzo alle immagini di tutte quelle pietre dai colori variopinti che il nonno aveva scattato con la sua vecchia Polaroid in cinquant’anni di attività: il bianco iridato della perla, il misterioso splendore blu dello zaffiro, l’azzurro incantevole dell’acquamarina, il fuoco verde degli smeraldi o quello rosso del rubino.

“Le pietre sono vive e ci chiamano, Luna. Sono loro a sceglierci”, mi rispose il nonno, smettendo per un istante di affilare uno dei suoi scalpelli per la caccia alle gemme. Sollevai lo sguardo dal libro e arricciai il naso. “Che vuol dire?”.

“Che esercitano su di noi un’attrazione particolare, frutto della risonanza energetica che abbiamo con loro”. Sorrise di fronte alla mia espressione dubbiosa. “È come con le persone”, riprese a spiegare, con la pacatezza che lo contraddistingueva. “Devi cercare una pietra che ti piaccia davvero tanto, seguendo il tuo istinto. Prima di valutare la purezza, la perfezione, il valore commerciale, bisogna lasciarsi andare semplicemente alla ricerca di una… ‘anima gemella’, ovvero di una pietra che ci ispiri veramente simpatia. È lei e solo lei quella giusta!”.

La mia ‘pietra gemella’, ecco cosa avrei dovuto cercare! “L’importante è scegliere in base al loro richiamo, così saprai di avere trovato una pietra che vibra della tua stessa energia. Se la scegli, è perché il tuo cuore riesce a sentirla. Bisogna sempre fidarsi del cuore, tesoro. Lui non sbaglia mai”.

“E che succede quando hai trovato la tua pietra gemella?” chiesi inclinando il capo.

“Dal momento in cui la indosserai, la pietra scatenerà il suo potere straordinario, legandosi a te in maniera indissolubile. E allora sarete inseparabili”.

Inseparabili. Non avevo molti esempi di questo concetto nella mia vita. Mio padre e mia madre si erano separati poco dopo la mia nascita. A causa dei suoi lunghi viaggi alla ricerca delle gemme più preziose, mio nonno si separava dalla nonna molto spesso, e poi lei era venuta a mancare, separandosi da lui per sempre. A quanto ne sapevo io, tutti si separavano di continuo… O forse no.

“Inseparabili… come il latte e il cioccolato?” azzardai, portando a esempio il mio binomio preferito.

Il nonno rise. “Sì. Come il latte e il cioccolato, Luna”.

(continua in libreria…)

Fonte: www.illibraio.it