Buoni propositi per l’anno nuovo? Lasciatevi ispirare dalla mitologia

di Andrea Maggi | 27.12.2015

Si avvicina il tempo delle feste in cui è doveroso godersi il meritato riposo, ma attenzione: non è concesso rilassarsi troppo perché, terminata la bisboccia per il Compleanno di bambin Gesù, incombe il fatidico momento dei buoni propositi per l’anno nuovo. Non è cosa da poco e, togliendo Santo Stefano, cinque giorni con un tasso alcolemico elevato da smaltire non sono mai molti per formularne di saggi. Ecco dunque alcune pillole di mitologia per la vita di tutti i giorni in ordine rigorosamente alfabetico. Che sappiano ispirare buoni propositi per il 2016!

Achille  Non fingere di essere chi non sei

Per evitare che Achille partisse per la guerra di Troia, Teti lo travestì da femmina e lo affidò a Licomede, re di Sciro. Questi lo allevò assieme alle sue figlie e mai nessuno fece al Pelide regalo più gradito: infatti si trastullò non poco con una di queste, Deidamia, da cui ebbe anche un figlio, il famoso Pirro-Neottolemo. Ma quando fu il tempo di partire per la guerra, Odisseo si recò in visita da Licomede e smascherò Achille in quattro e quattr’otto: fece suonare le trombe da battaglia e mentre le figlie di Licomede fuggivano spaventate, Achille chiese delle armi per poter combattere.

Dunque, se senti la squilla, non batterti. Balla.

Atteone  Tra uomo e donna non può esserci amicizia

Atteone, figlio di Autonoe e Aristeo, era un abile cacciatore che un giorno ebbe la malaugurata idea di spiare Artemide mentre faceva il bagno a una fonte. Ma la dea non la prese bene; anzi, s’incazzò come una iena, lo tramutò in cervo e lo fece sbranare dalla sua muta di cani.

Come canta Max Pezzali: la regola dell’amico non sbaglia mai / se sei amico di una donna / non ci combinerai mai niente / mai “non vorrai / rovinare un così bel rapporto”.

Crono  Per una vita sana, moderare il consumo di carne

Crono aveva la bizzarra abitudine di mangiarsi i figli appena nati. Così Rea, rimasta incinta per l’ennesima volta, partorì Zeus di nascosto a Creta. Zeus crebbe all’insaputa del padre e quando giunse il momento, chiese a Metis di fargli bere un potente farmaco. Lei lo accontentò e così Crono vomitò il masso e tutti i figli che aveva inghiottito in precedenza. Con essi Zeus fece guerra al padre cannibale e lo sconfisse, relegando i Titani suoi alleati nelle profondità della Terra.

Se mangi troppa carne, poi ti resta sullo stomaco. Inoltre, dopo un pasto è sempre bene lavarsi i denti, per non dover fare i conti con il Tartaro.

Eracle  Se ti accolli il lavoro sporco altrui, non aspettarti ricompense

Eracle giunse nell’Elide e si offrì di pulire le stalle di re Augia traboccanti di letame come il denaro nei conti correnti segreti dei mafiosi. In cambio l’eroe chiese per sé tutto il bestiame del sovrano. Il re acconsentì, così Eracle deviò le acque dei fiumi Alfeo e Peneo e le fece scorrere nelle stalle, ripulendole in un sol giorno. Ma al momento di pagare, Augia negò di aver mai stretto patti con lui. La contesa finì in tribunale, ma la sentenza diede ragione ad Augia, poiché, come quest’ultimo aveva sostenuto in udienza, non era stato Eracle a togliere le montagne di letame dalle stalle, ma lo avevano fatto le acque dei due fiumi.

Se fai del bene, non aspettarti una ricompensa.

Eteocle (e Polinice)  Litigare per questioni di eredità non conviene a nessuno

Dopo aver appreso il pasticciaccio brutto che aveva commesso a Tebe, Edipo si accecò e si recò in esilio volontario a Colono. Il suo trono restò vacante e così Eteocle e Polinice, gli eredi legittimati a succedergli, si accordarono per regnare sulla città ad anni alterni. Ma presto il patto saltò, perché, al termine stabilito, Eteocle rifiutò di cedere il trono al fratello. Ne scoppiò una guerra ferocissima, durante la quale i due si scontrarono a viso aperto e si uccisero vicendevolmente.

Entrambi i litiganti conquistano il loro spazio, per dirla alla Brecht, lungo un metro e ottanta e profondo uno e cinquanta.

Marsia  Gli oggetti smarriti vanno resi

Marsia ritrovò il flauto di Atena, che la dea aveva gettato poiché suonandolo si sfigurava il viso. Forte del suo ritrovamento, Marsia ardì sfidare Apollo in persona in un contest musicale. Chi avesse vinto, avrebbe fatto ciò che voleva dello sconfitto. Apollo decise di sfoggiare il proprio virtuosismo e suonò la cetra capovolta, alla maniera di Jimi Hendrix; quindi sfidò Marsia a fare altrettanto con il suo strumento. Ma siccome il flauto è impossibile da suonare al contrario, Marsia perse la sfida e  così Apollo lo appese a un pino e lo scorticò vivo con gran sollazzo.

Se non sei Jimi Hendrix, non sfidare Jimi Hendrix.

Medea  Se una donna promette di farti a pezzi, il più delle volte non usa espressioni figurate

Giasone conquistò il vello d’oro grazie all’aiuto della bella figlia del re Eeta, Medea, che si era innamorata di lui. In cambio la principessa voleva soltanto una cosa: che Giasone la portasse via con sé. Per amore, Medea si mostrò disposta a tutto; arrivò persino a uccidere e a fare a pezzi il proprio fratello Absirto, ne gettò i resti in mare per rallentare la nave del padre Eeta, che era ormai sul punto di arrembarli. Ma una volta a Iolco, Giasone sposò un’altra fanciulla. Medea a quel punto compì una strage: uccise la poveretta e persino i figli avuti nel frattempo da Giasone.

Se non sei un acrobata, maschio in amore, non cimentarti in acrobazie. Una donna per amore può fare di tutto, perciò, per il tuo bene, evita di prometterle la Luna se non riesci nemmeno a sostituire una lampadina guasta.

Narciso – Sì all’amor proprio, ma senza esagerare

Il bel giovane, figlio della ninfa Liriope e del dio-fiume Cefiso, fuggiva chiunque si innamorasse di lui e per questo fu condannato dagli dèi a perdere la testa per la sua stessa immagine riflessa su uno specchio d’acqua; ci si gettò dentro e, nel tentativo di abbracciare l’altro sé, morì annegato.

Non sottovalutiamoci, ma non commettiamo neppure l’errore inverso. Si può dire che Narciso è la prima vittima dei selfie?

Orfeo (& Euridice) Scurdàmmoce ‘o passato

Orfeo aveva una moglie, Euridice, che morì per il morso di un serpente. Orfeo, disperato, discese nell’Ade e con la sua musica struggente convinse Plutone a restituirgli l’amata. Ma questi gli impose una condizione: lungo la strada del ritorno, Orfeo non doveva voltarsi a guardare sua moglie. Eppure strada facendo Orfeo non resisté, si voltò ed Euridice dovette tornare nell’Ade.

In amore guarda sempre in avanti. Oppure porta sempre con te un siero antivipera.

 

Teseo Ovvero non farla mai fuori dal vaso

Il prode figlio di Egeo navigò da Atene fino a Creta per uccidere il Minotauro, ma sull’onda del successo volle strafare: per umiliare l’odiato re Minosse, sedusse e in seguito abbandonò sua figlia Arianna – dopo averla messa incinta – sull’isola di Nasso. Che bastardo! Ma, ripartito per Atene, si dimenticò di sostituire le vele nere con quelle bianche. Re Egeo, avvistando le vele nere credette morto il figlio e, disperato, si gettò tra i flutti di quel mare che in seguito fu chiamato con il suo nome.

Sii modesto nella vittoria. Oppure iscrivi i tuoi cari a un corso di nuoto.

L’AUTOREAndrea Maggi, nato a Pordenone, è un giovane professore di lettere appassionato di storia. Con Garzanti ha pubblicato Morte all’Acropoli, vincitore del Premio Massarosa 2015 e primo volume delle indagini di Apollofane, che ora continuano con Il sigillo di Polidoro, tra suspense, tensione e intrigo sullo sfondo dell’antica Grecia

Fonte: www.illibraio.it