PIÙ FORTE DI OGNI ADDIO: I VINCITORI DEL GIVEAWAY LETTERARIO

di Redazione Garzanti | 19.04.2019

Cari lettori, il 15 aprile abbiamo lanciato tramite un post su instagram il giveaway letterario ispirato al romanzo Più forte di ogni addio di Enrico Galiano, ora nelle librerie.

Vi comunichiamo che i due vincitori, scelti a insindacabile giudizio della casa editrice Garzanti, sono:

@costaarianna Era il 19 febbraio 2015, il mio sguardo era fisso sul soffitto della piscina, mentre ogni cosa si perdeva nei meandri della mia mente, le parole dell’istruttore scivolavano su di me come l’acqua scorreva via dalla mia pelle e i miei pensieri si trovavano in uno spazio lontano, a fianco ad un letto, in un’abitazione che avrei potuto chiamare “casa”.Mamma me l’aveva detto d’impulso, senza giri di parole: “È in coma. Sarà l’ultima volta che lo vedrai vivo”; era stato male tante volte, ma mai l’avevo vista così preoccupata. Uscii dalla piscina, una doccia veloce ed ero già in macchina, presi il foglio che avevo infilato nello zaino qualche mese prima, scritta lì c’era una poesia in dialetto Veneto dedicata ai miei nonni. Non avevo mai avuto il coraggio di leggerla, mi vergognavo troppo.
E se non gli fosse piaciuta? Era la domanda che mi tempestava in testa da mesi, ma ormai non doveva avere importanza, dovevo trovare il coraggio, era l’ultima occasione per dimostrargli quanto importante era per me.  Arrivai a “casa”, era lì disteso nel lettone proprio come lo avevo immaginato, gli occhi chiusi e la bocca leggermente aperta, sembrava morto, ma respirava ancora e quel difficile respiro mi dava la speranza che potesse ancora sentirmi.Mi sedetti sul letto al suo fianco e gli dissi:“Nonno, sai, ho scritto una poesia per te e la nonna, ora te la leggo”.Non mi diede nessun segno di approvazione, ma iniziai a leggere comunque, prima piano, timidamente poi tutta d’un fiato, esclusa l’ultima frase in cui mi bloccai un secondo ed a voce leggermente più alta, con gli occhi colmi di lacrime ripetei a memoria scandendo bene le parole: “El tempo core vanti e mi no so pì putea, ma par mi me noni sarà sempre a roba pì bea”. Un attimo dopo mio nonno si mosse, tirò fuori le mani da sotto le coperte ed iniziò a muoverle quasi nel tentativo di svegliarsi.“Tranquillo” sussurrai, e gli diedi un bacio sulla guancia. Si fermò. “Dimmi solo se ti è piaciuta” sorrise. E quello è il sorriso che a distanza di anni colma il suo vuoto, lo abbracciai forte dicendogli “Ti voglio bene nonno” per l’ultima volta.
Quel “Ti voglio bene” è stato #piùfortediogniaddio . @garzantilibri

@laramandolini Ho pensato a lungo a cosa poter scrivere,ma non mi sono venuti in mente particolari atti di coraggio affrontati…ma c’è una volta, quell’unica volta che nella mia vita avrei voluto essere un pò più coraggiosa e dire la cosa giusta. 8 anni fa ho scelto di fare l’insegnante.Dopo essermi laureata ho iniziato a fare le supplenze e lì ho incontrato una delle mie maestre.Felici di rivederci, ci siamo aggiornate sulle nostre vite.Mi ha detto che ero pazza ad aver scelto di intraprendere il percorso dell’insegnamento.Che si guadagna poco per il lavoro che c’è dietro.Perché i bambini sono cambiati. I genitori sono cambiati. I tempi sono cambiati. Che se avesse potuto tornare indietro lei, non avrebbe fatto la stessa scelta, forse. Che, emotiva come sono, non avrei retto le difficoltà. Lì, in quel momento, sono solo riuscita a sorriderle, nonostante l’amarezza che provavo ad ingoiare, perché poche parole dette da una persona di cui hai stima possono davvero cambiare il tuo modo di vedere le cose.Ho pensato che forse la realtà era diversa da come me la immaginavo.Sono entrata in classe con la paura e l’insicurezza che forse avevo sbagliato tutto.Forse aveva ragione lei. Non ho trovato il coraggio di spiegarle il mio perché su quella mia scelta…Oggi, dopo 3 anni passati nella scuola, un volontariato nelle scuole brasiliane, gli aggiornamenti nelle scuole finlandesi ed islandesi, ho trovato il coraggio di rispondere alla mia maestra, che ha inconsapevolmente contribuito (a suo tempo per lo splendido lavoro fatto e con le sue recenti parole che tutt’ora mi rimbombano in testa) a farmi diventare ciò che sono.Oggi, ho la risposta che non ho saputo darle quel giorno. Non so se vale uguale come atto di coraggio visto che lei la mia risposta ancora non la conosce.Ma se dovessi riincontrarla vorrei dirle GRAZIE.Grazie perché senza quelle sue parole, forse, non avrei messo in dubbio il mio percorso, forse avrei vissuto nell’illusione, e non sarei così sicura della scelta che ho fatto. E che rifarei altre 3000 volte. Grazie perché ho capito quanto peso possono avere le mie parole su un alunno. Grazie perché mi ha dato il coraggio di non mollare. @garzantilibri #piùfortediogniaddio

 

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, a presto!