Il romanzo storico è un genere ancora oggi molto apprezzato da lettori e lettrici di ogni età, e uno dei più antichi della letteratura. Capace di farci viaggiare nelle epoche più lontane e disparate – dal Medioevo alla Seconda guerra mondiale -, sa affascinare con le sue atmosfere che ricostruiscono interi periodi del passato.
Leggendo un romanzo storico, infatti, ci sentiamo inevitabilmente catapultare in un altro mondo, di cui riusciamo ad apprendere non solo le informazioni cardine, ma anche gli usi, i costumi, le tradizioni e i modi di vivere distanti dal nostro…
Romanzo storico: le caratteristiche principali
Ma quali sono le caratteristiche principali del romanzo storico? Sicuramente la ricchezza di dettagli, approfondimenti e descrizioni che si intrecciano alle fonti e ai fatti documentati, in un sapiente mix di realtà e finzione.
I romanzi storici, infatti, non sono né cronache né libri di storia: stanno in equilibrio tra fantasia e ricostruzione, due aspetti che si alimentano reciprocamente, rendendo la narrazione ancora più interessante e avvincente.
Per questo molto spesso, all’interno di un romanzo storico, possiamo incontrare protagonisti inventati in un contesto reale, che invece viene raccontato più o meno fedelmente: dalle guerre al quadro sociale e politico, passando per figure celebri realmente esistite.
E a questo proposito: un’altra caratteristica del romanzo storico è la presenza di una folta schiera di personaggi. Del resto, la dimensione corale della narrazione è fondamentale proprio perché la vera protagonista di queste opere è la Storia, e non le vicende dei singoli.
Il linguaggio e lo stile del romanzo storico
Ampie descrizioni, digressioni, quadri paesaggistici e dettagli d’epoca: lo stile del romanzo storico è spesso caratterizzato da questi aspetti, che conferiscono alla narrazione un ritmo disteso e denso.
Imprescindibile è infatti raccontare nei minimi particolari non solo il contesto, ma anche gli oggetti, gli arredi, gli abiti del periodo preso in esame. Solo così chi legge proverà la sensazione di trovarsi davvero in un tempo altro, di fronte a figure verosimili e sfaccettate.
Per quanto riguarda il linguaggio, invece, di solito si predilige un registro alto e letterario, non di rado arcaico (o comunque più aulico rispetto a quello quotidiano): anche in questo senso, le scelte linguistiche vengono effettuate per restituire la solennità dei temi trattati, ma anche per cercare di riprodurre un parlato distante da quello contemporaneo.
Il romanzo storico italiano e I promessi sposi di Alessandro Manzoni
Il periodo di maggiore splendore per il romanzo storico europeo coincide con il XIX secolo, epoca romantica in cui la Storia assume un valore e un significato centrale dal punto di vista sia letterario sia filosofico. Si diffonde infatti la convinzione che l’esistenza dell’essere umano sia fortemente condizionata dal periodo in cui vive, che a sua volta segue una logica precisa e non casuale.
La passione per la Storia rafforza inoltre i sentimenti nazionalisti, rievocando la grandezza di popoli passati e diventando una fonte di ispirazione costante.
Nel nostro Paese, in particolare, è con Alessandro Manzoni che questo genere conosce la sua massima popolarità. Il suo I promessi sposi rappresenta un punto di svolta fondamentale per la letteratura italiana, inserendosi a pieno titolo nella schiera dei capolavori della tradizione, come Ivanhoe di Walter Scott (considerato il vero capostipite del romanzo storico), e dando avvio a un nuovo capitolo della nostra produzione letteraria.

Ma da cosa deriva tutto questo successo? Oltre ad aver raggiunto un vasto pubblico di lettori e lettrici, grazie a un utilizzo della lingua più semplice e accessibile rispetto alla letteratura precedente, Manzoni riesce di fatto a confezionare un’opera “perfetta” nel suo intreccio di realtà e finzione, ricostruendo con estrema cura il periodo della Milano del ‘600, presentandoci un sistema di personaggi ricco e complesso, e affrontando tematiche importanti e particolarmente in linea con lo spirito del suo tempo.
Dopo di lui, il romanzo – da sempre considerato di stampo popolare, e inferiore rispetto alla poesia – diventa la forma espressiva di riferimento, andando incontro a un momento di riaffermazione che prosegue ancora oggi.
Romanzi storici da non perdere
Come dicevamo, leggere romanzi storici ci permette di viaggiare nel tempo e nello spazio, esplorando situazioni che non avremmo immaginato e riscoprendo una parte di noi lontana e sconosciuta. Per chi volesse (ri)scoprire questo genere letterario e approfondire le peculiarità delle epoche che ci hanno preceduto, vi proponiamo quindi una selezione (che non pretende di essere esaustiva) dedicata ad alcuni dei romanzi storici da leggere assolutamente.
Si tratta di testi scritti nel corso dell’800 e del ‘900, anche se l’elenco potrebbe essere ben più lungo e articolato di così, specialmente tenendo conto delle commistioni tra il romanzo storico e generi come il romanzo gotico, il romanzo epistolare o la saga familiare, per non parlare di tutte quelle donne che hanno fatto la Storia e di cui sarebbe importante saperne finalmente di più.
Fra i capisaldi da cui partire, italiani e internazionali, ecco quali sono a nostro avviso alcune delle opere da prendere in considerazione…
Romanzi storici dell’800
Ivanhoe di Walter Scott
Lo dicevamo poc’anzi: Ivanhoe (Garzanti, traduzione di Laura Ferruta) di Walter Scott è considerato, insieme a Waverley (sempre dell’autore scozzese), uno dei primi esempi di romanzo storico medievale. Ambientato in Inghilterra attorno al 1194, durante i contrasti tra sassoni e normanni, l’opera vede al centro della trama Ivanhoe, figlio di Cedric, innamorato di (e ricambiato da) lady Rowena. Dopo che Cedric decide di dare in moglie Rowena ad Athelstane, Ivanhoe viene bandito e allontanato: inizia così una lunga serie di scontri e battaglie, che alla fine vedrà trionfare il nostro eroe grazie all’aiuto di re Riccardo e del famigerato Robin Hood.
Notre-Dame de Paris di Victor Hugo

Celebre opera che prende il nome dalla cattedrale della capitale francese, Notre-Dame de Paris (Garzanti, a cura di Sergio Panattoni) di Victor Hugo è un romanzo dallo spirito accogliente e maestoso, che rispecchia l’architettura gotica del monumento attorno al quale si sviluppa la storia. È infatti proprio a Notre-Dame che si svolge per lo più la tragica vicenda della zingara Esmeralda, del gobbo campanaro Quasimodo e dell’arcidiacono Frollo. Intorno a questi personaggi (che sono diventati protagonisti di diversi adattamenti, tra cui l’omonimo musical) si agita una città controversa e impenetrabile, a volte generosa e rassicurante come una madre, ma spesso anche violenta e brutale.
La figlia del capitano di Aleksandr Sergeevič Puškin
Un protagonista eroico, una giovane da conquistare, duelli, scontri e un imprevedibile lieto fine: questo e molto altro è La figlia del capitano (Garzanti, traduzione di A. Alleva) del grande scrittore russo Aleksandr Sergeevič Puškin. Un romanzo storico ambientato sullo sfondo della rivolta cosacca di Pugačëv nell’epoca della grande Caterina di Russia, in cui si fondono cronaca, invenzione fantastica e vicenda amorosa.
La Certosa di Parma di Stendhal
In una splendida Italia ottocentesca, a metà tra il fantastico e il reale, si dipanano le avventure del giovane Fabrizio del Dongo. Dopo la battaglia di Waterloo, il protagonista de La Certosa di Parma (Garzanti, traduzione di Emilio Tadini), uno dei romanzi storici più conosciuti di Stendhal, si rifugia a Parma presso una zia, la duchessa di Sanseverina. Completamente deluso dalla politica, decide di abbracciare la carriera ecclesiastica, senza rinunciare però ai suoi svaghi e alle sue passioni da libertino. Tra avventure amorose e tradimenti, il suo animo inquieto riuscirà a trovare pace soltanto nel luogo silenzioso e isolato evocato dal titolo…
I tre moschettieri di Alexandre Dumas
E veniamo ora a un capolavoro indiscusso della letteratura francese che ha influenzato scrittori e scrittrici di tutti i tempi (e da cui sono stati tratti numerosi adattamenti cinematografici). Chi sono I tre moschettieri (Garzanti, traduzione di Lanfranco Binni) nati dalla penna di Alexandre Dumas? Athos, Porthos e Aramis, certo, anche se in realtà ce ne sarebbe anche un quarto: il famoso d’Artagnan, figura leggendaria e centrale della narrazione (accanto a cui troviamo anche l’antagonista Milady). Gli intrighi, i complotti, i misteri e le avventure galanti della corte francese del XVII secolo fanno da cornice a un romanzo storico avvincente, ricco di imprevisti e colpi di scena.
La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne
Con La lettera scarlatta (Garzanti, traduzione di Gianna Lonza) ci spostiamo invece nel New England puritano, nel bel mezzo del XVII secolo. Hester Prynne è una donna che, dopo aver partorito una bambina frutto di una relazione adulterina, si rifiuta di rivelare chi è il padre. L’adultera – come consuetudine dell’epoca – è costretta a portare una lettera scarlatta cucita sul petto, una “A” fiammeggiante che la esponga allo sguardo pubblico come una traditrice. Attraverso una narrazione ricca di chiaroscuri, fatta di tormenti, sofferenze e angosce, Nathaniel Hawthorne fa di Hester un personaggio indimenticabile, mostrandone il lato umano e fragile che la porterà sull’orlo della follia.
Salambò di Gustave Flaubert
Magie, superstizioni, amore e guerra: questa è la storia della vergine sacerdotessa Salambò (Garzanti, traduzione di E. Klersy Imberciadori), promessa sposa del guerriero Narr’Havas, e del suo ambiguo rapporto con Matho, il ladro del sacro velo, talismano della potenza di Cartagine. In questa misteriosa e antica città, durante la rivolta dei mercenari del III secolo a.C., è ambientato questo grande classico, considerato tra i testi più importanti della produzione di Gustave Flaubert.
Confessioni di un italiano di Ippolito Nievo
Scritto tra il dicembre del 1857 e l’agosto del 1858, ma pubblicato postumo nel 1867, le Confessioni di un italiano (Garzanti) di Ippolito Nievo è un romanzo storico che narra il processo di unificazione dell’Italia attraverso l’educazione della sensibilità e della coscienza del protagonista Carlo Altoviti. Un’opera patriottica, che condensa la storia di un’epoca e di una nazione intrecciandola a una vicenda personale intrisa di nostalgia, fascino, mistero e decadenza.
Guerra e pace di Lev Nikolaevič Tolstoj

Una tra le più grandi opere della narrativa russa, e non solo, Guerra e pace (Newton Compton, traduzione di Alfredo Polledro) di Lev Nikolaevič Tolstoj racconta la storia di due famiglie dell’alta nobiltà, i Bolkonskij e i Rostov, in una Russia devastata dalla guerra e dall’invasione napoleonica. Un’opera scritta in un arco di tempo lungo sette anni, in cui gli eventi storici e militari si intrecciano in modo magistrale con le tematiche filosofiche trattate e con le vicende dei singoli personaggi (tra cui spiccano le figure di Nataša, del principe Andrej e dell’enigmatico Pierre Bezuchov).
I Viceré di Federico De Roberto
È sullo sfondo del Risorgimento che prende le mosse I Viceré (Garzanti) di Federico De Roberto. In questo romanzo storico, l’autore mescola la ricostruzione dell’unità di Italia al racconto delle sorti degli Uzeda di Francalanza, famiglia aristocratica siciliana di origine spagnola, pronta a tutto pur di conservare la supremazia anche nella nuova, contraddittoria Italia unita. A partire dalla fatidica morte della capostipite, la Storia del Paese entra e cambia quella della famiglia, lasciando emergere la forza di un destino ineluttabile e inarrestabile che determina e scandisce tutte le cose.
Romanzi storici del ‘900
Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar

Il capolavoro di Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano (Einaudi, traduzione di Lidia Storoni Mazzolani), è invece uno degli esempi più significativi del romanzo storico per com’è stato concepito nel Novecento: un’operazione che unisce al cesello perfetto della ricostruzione storica il coraggio di presentare a tutto tondo i protagonisti della vicenda. In questo caso parliamo del celebre imperatore romano, che qui ci viene restituito nell’altezza del suo pensiero, nella sua disponibilità intellettuale e nelle sue intuizioni profetiche, donandoci non già un saggio erudito, ma un libro dei giorni nostri, e dei giorni a venire.
La valle dell’Eden di John Steinbeck
Pubblicato negli Stati Uniti nel 1952, La valle dell’Eden (Bompiani, traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini) è il capolavoro della maturità di John Steinbeck, da cui nel 1955 Elia Kazan ha tratto l’omonimo film con James Dean. Parliamo del romanzo storico in cui probabilmente l’autore americano ha creato i suoi personaggi più affascinanti e ha esplorato più a fondo i suoi temi ricorrenti: il mistero dell’identità, l‘ineffabilità dell’amore e le conseguenze tragiche della mancanza d’affetto, il tutto in un arco di tempo che va dalla Guerra civile alla Prima guerra mondiale.
Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Impossibile non menzionare poi Il Gattopardo (Feltrinelli) di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, vincitore del Premio Strega 1959 dopo una travagliata storia editoriale fatta di rifiuti, incomprensioni e rivalutazioni postume. Pubblicata da Feltrinelli a un anno dalla morte del suo autore, l’opera è ambientata in Sicilia all’epoca del tramonto borbonico. Accentrato quasi interamente intorno a un solo personaggio, il principe Fabrizio Salina, questo romanzo storico riesce ad essere lirico e critico insieme, raccontandoci che cosa accade all’aristocrazia isolana dall’anno dell’impresa dei Mille di Garibaldi fino ai primordi del Novecento.
La Storia di Elsa Morante
Oltre a essere l’opera più letta di Elsa Morante e, come tutti i libri importanti, anche quella che più ha fatto discutere, La Storia (Einaudi) è uno dei capolavori della letteratura italiana del ‘900. A questo romanzo storico (pensato e scritto in tre anni, dal 1971 al 1974) la scrittrice romana consegna infatti la massima esperienza della sua vita “dentro la Storia”, che si svolge nella capitale durante e dopo la Seconda guerra mondiale, parlando in un linguaggio comune e accessibile a tutti, quasi a spiegamento totale di tutte le sue precedenti esperienze narrative: da L’isola di Arturo a Menzogna e sortilegio.
Il nome della rosa di Umberto Eco

E non potevamo non concludere la nostra rassegna con Il nome della rosa di Umberto Eco, di recente riportato in libreria da La Nave di Teseo in una nuova edizione, che include i disegni e gli appunti preparatori del suo grande autore. Romanzo storico dai tocchi gotici, thriller e misterici, questo caso editoriale da oltre cinquanta milioni di copie è ambientato in un monastero benedettino del Nord Italia nel 1327, e intreccia elementi di filosofia e riflessione teologica a una narrazione avvincente e imprevedibile, diventando non a caso uno dei più apprezzati classici moderni della letteratura italiana.
Fonte: www.illibraio.it










