La violenza di genere non è solo un fatto di cronaca: è un problema culturale. E la cultura, se c’è un luogo dove può cambiare davvero, è la scuola.
Perché è nelle aule che si impara a dare un nome alle cose, a riconoscere i meccanismi invisibili, a smontare ciò che per anni è sembrato “normale”.
È a scuola che si insinua l’idea più rivoluzionaria: il mondo può essere diverso da com’è. E per farlo servono storie, immagini, parole nuove. Servono libri che scuotono, film che aprono gli occhi e attività che coinvolgano ragazze e ragazzi in prima persona.
Ecco un percorso possibile: cinque libri, cinque film e cinque proposte operative per affrontare un tema necessario, senza retorica e senza paura.
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Non sono sessista, ma… – Lorenzo Gasparrini

Il linguaggio è un campo di battaglia. Gasparrini ci accompagna dentro abitudini, battute e modi di dire che, senza che ce ne accorgiamo, tengono in piedi stereotipi vecchi come il mondo.
“L’uomo è cacciatore”, “le donne non sanno parcheggiare”: sembra folklore, invece è cultura, quella che influisce su come trattiamo e percepiamo gli altri.
Il libro è una specie di torcia: illumina gli angoli bui, smaschera i sottintesi, ci obbliga a chiederci da dove vengano certe idee e perché continuiamo a ripeterle.
Attività: il gioco degli stereotipi
La classe elenca le frasi più ripetute e le smonta, riflettendo su cosa dicono davvero.
Poi si passa al laboratorio linguistico: riscrivere espressioni comuni in versione inclusiva.
Il risultato finale? Un “Vocabolario Inclusivo della Classe”, costruito insieme, parola dopo parola.
Film / Corto
Stop alla violenza sulle donne di Maryna.
Pochi minuti che bastano per mostrare che certe frasi, quelle che sembrano innocue, spesso sono l’inizio di qualcosa di molto più grande.
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Cara Giulia – Gino Cecchettin (con Marco Franzoso)

Un padre che trasforma un dolore indicibile in un gesto pubblico di responsabilità.
Una lettera che è insieme memoria, denuncia e richiesta urgente di cambiamento.
La storia di Giulia Cecchettin non può essere trattata come un fatto isolato: riguarda tutti noi, riguarda i messaggi che mandiamo ai ragazzi su cos’è l’amore, il rispetto, la libertà.
Il libro è un pugno e un abbraccio: invita a guardare in faccia il problema e allo stesso tempo a credere che cambiare sia possibile.
Attività: un’opera per ricordare
La classe realizza un’opera visiva – un manifesto, un collage, un’immagine – dedicata alle vittime di violenza.
Non si dà un titolo: lo scelgono gli studenti.
È un gesto di responsabilità e di creatività: guardare le storie, nominarle, restituire dignità.
Film
Io ci sono: la storia vera di Lucia Annibali, sfregiata dall’uomo che non accettava la fine della relazione.
Crudo, sì, ma necessario: perché capire la violenza significa anche non distogliere lo sguardo.
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Sto ancora aspettando che qualcuno mi chieda scusa – Michela Marzano

Un romanzo che parla di consenso, di desiderio, di piccoli abusi “normalizzati” che passano sotto traccia. La protagonista porta su di sé il peso di un mondo che pretende bellezza, disponibilità, “compiacenza”.
Marzano racconta senza filtri come il corpo delle donne venga spesso letto dagli altri prima ancora che da loro. È un libro che genera discussione: perfetto per far emergere domande che altrimenti resterebbero in fondo alla gola.
Attività: ehi bellezza!
Brainstorming sul peso estetico nella vita delle donne. Poi, ricerca su uomini e donne di successo: chi viene giudicato per il proprio lavoro? Chi per il proprio aspetto?
Il risultato prende forma in un video o in una presentazione. Un modo diretto per mostrare che non tutti partono dallo stesso punto della corsa.
Film
Fortunata di Sergio Castellitto.
Jasmine Trinca interpreta una donna che corre controvento, tra sogni, ingiustizie, responsabilità e un passato che continua a bussare. Un film che fa toccare con mano cosa significa resistere.
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Ferite a morte – Serena Dandini

Una Spoon River delle donne uccise da chi diceva di amarle. Monologhi che continuano a parlare anche dopo la fine, restituendo umanità a storie spesso ridotte a “casi di cronaca”. Dandini dà voce a chi non ce l’ha più, ricordandoci che dietro ogni nome c’era una vita intera.
È un’esperienza di lettura forte: una scossa che arriva dritta al centro.
Attività: scrivi il tuo monologo
Ogni studente sceglie una storia vera di ingiustizia (non solo femminicidi), scrive un monologo e lo legge alla classe. È un gesto di ascolto e di restituzione. È anche un modo per ricordare che nessuna storia merita il silenzio.
Film / Corto
Di notte: un cortometraggio che mostra come la violenza possa abitare le pieghe della vita quotidiana.
Una visione breve ma potentissima.
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In nome di Ipazia – Dacia Maraini

Maraini ripercorre la storia di Ipazia: filosofa, matematica, scienziata, uccisa perché donna, libera, brillante. E da lì racconta tutte le “Ipazia” di oggi: donne che ancora pagano per il loro pensiero, per la loro indipendenza, per il loro rifiuto di stare al posto assegnato.
Un libro che parla di storia ma anche di presente, ricordando che il progresso non è mai garantito una volta per tutte.
Attività: le interviste impossibili
Gli studenti cercano figure femminili dimenticate o ostacolate dalla storia. Scrivono domande e risposte, come se potessero intervistarle. Mettono in scena, leggono, registrano. È un modo per restituire almeno un pezzetto della voce che a quelle donne è stata tolta.
Film
C’è ancora domani di Paola Cortellesi.
Un film che parla di oppressione ma anche di possibilità. Il finale – senza spoiler – è un invito al cambiamento collettivo, non eroico ma quotidiano.
Parlare di violenza di genere in classe non significa fare una “lezione in più”.
Significa dare strumenti. Linguaggio. Consapevolezza.
Significa costruire, insieme, un domani diverso. Perché alla fine ha ragione Paola: c’è ancora domani.
L’AUTORE – Enrico Galiano, insegnante e scrittore friulano classe ’77, in classe come sui social, dove è molto seguito, sa come parlare ai ragazzi.
Dopo il successo di romanzi (tutti usciti per Garzanti) come Eppure cadiamo felici, Tutta la vita che vuoi, Felici contro il mondo, e Più forte di ogni addio, ha pubblicato un libro particolare, Basta un attimo per tornare bambini, illustrato da Sara Di Francescantonio. È poi tornato al romanzo con Dormi stanotte sul mio cuore, e sempre per Garzanti è uscito il suo primo saggio, L’arte di sbagliare alla grande. Con Salani Galiano ha quindi pubblicato la sua prima storia per ragazzi, La società segreta dei salvaparole. Ed è poi uscito, ancora per Garzanti, il suo secondo saggio, Scuola di felicità per eterni ripetenti. Dopo il romanzo Geografia di un dolore perfetto, è tornato in libreria con Una vita non basta, e ha poi pubblicato con Salani il ultimo libro per ragazzi, L’incredibile avventura di un super-errore.
Da maggio 2025, per Garzanti, è in libreria il nuovo romanzo, Quel posto che chiami casa.
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Fonte: www.illibraio.it