La Milano nei libri: città delle mode, del lavoro, del disamore e…

di Jolanda Di Virgilio | 22.09.2021

Milano sono tutto tuo cantava nel 1979 Alberto Fortis, facendo riferimento a un’abitudine piuttosto diffusa tra chi si trasferisce nel capoluogo lombardo: quella di votarsi alla città, di darle tutto di sé, di riporre in lei sogni, speranze e ambizioni – e se sia una scelta saggia o un errore fatale sarà poi il tempo a dirlo.

Cedendo a una banale generalizzazione, possiamo dire che il mondo si divide in due fazioni: chi venera Milano e chi la considera “fredda, frenetica e senza pietà”.

Gli appartenenti alla prima categoria, di solito portano a sostegno della loro tesi una serie di inappuntabili motivazioni (che, d’altro canto, coincidono esattamente con quelle dei detrattori): oltre ai “quadri grigi, alle luci gialle e ai cortei”, Milano affascina e seduce con il suo luccicante ventaglio di infinite possibilità, con la sua aurea di luogo dove tutto è possibile, con la sua voce – ben calibrata e diretta – che ti suggerisce di essere sempre nel posto giusto: “Se qualcosa accade, accade a Milano“, si sente dire spesso, come se di fatto la città fosse il cuore e il centro nevralgico d’Italia.

Se sia vero o meno, impossibile dirlo senza – di nuovo – cadere in una generalizzazione. Eppure il mito di Milano affonda le sue radici in un tempo ben lontano, che è stato certamente alimentato non solo dai fatti, ma anche dalla narrazione che si è sviluppata attorno ad essi. Una narrazione che ci mostra principalmente l’anima di una città basata sull’eleganza e sull’apparenza (Milano = moda), dove si lavora sodo (Milano = lavoro), dove ci può realizzare (Milano = soldi), ma dove ci sente anche molto soli (Milano = freddezza).

Oltre alle canzoni, ai film e alle opere teatrali e artistiche, di sicuro anche la letteratura ha fatto (e fa) la sua parte, presentandoci spesso la città meneghina come arena di parabole di rivalsa e affermazione, drammi sentimentali che spezzano il cuore, favole urbane dai toni surreali o, ancora, come teatro tetro e grigio, perfetto per thriller o gialli metropolitani.

Per questo, dopo un periodo che ha visto Milano reduce dal suo apice (spinto dall’Expo e dal boom turistico-economico che ne è seguito) confrontarsi con le pesanti conseguenze della pandemia, e in occasione di un anno così importante (nell’autunno 2021 si svolgeranno le elezioni comunali), abbiamo stilato una selezione – che non pretende di essere esaustiva e in cui i titoli non sono posti in ordine di importanza – di alcuni libri di ieri e di oggi dedicati a questa città ricca di potenzialità, meraviglia e contraddizioni.

Libri su Milano: i classici italiani

  • I promessi sposi, Alessandro Manzoni
    (Garzanti)

copertina del libro i promessi sposi di Alessandro Manzoni

Si inizia in grande con il padre del romanzo italiano, forse uno dei libri più letti e studiati nelle scuole: parliamo de I Promessi sposi, il capolavoro di Alessandro Manzoni (Milano, 7 marzo 1785 – Milano, 22 maggio 1873), pubblicato per la prima volta nel 1827. Il celebre incipit “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti…”, ci permette di identificare immediatamente l’ambientazione della storia, collocandola in Lombardia, e in particolare nei dintorni di Lecco. Sono poi i capitoli successivi a svolgersi quasi interamente a Milano, mettendo in risalto non solo l’intreccio di finzione, ma anche e soprattutto le vicende storiche, come i tumulti di San Martino e la peste nera che devastò la città nel 1629.

  • Fosca, Igino Ugo Tarchetti
    (Feltrinelli)

Copertina del libro Fosca di Igino Ugo Tarchetti

Testo cardine della Scapigliatura milanese, Tosca di Igino Ugo Tarchetti (dal quale è stato tratto il film Passione d’amore di Ettore Scola nel 1981 – che però è stato girato a Torino) è un romanzo scritto nel 1869, che anticipa le atmosfere della corrente del Decadentismo, nonché alcuni tratti introspettivi e psicologici che verranno poi approfonditi nel Novecento. La storia è ambientata a Milano e vede come protagonista Fosca, una donna incredibilmente sensibile e acculturata, ma anche irrimediabilmente brutta e malata. La sua è una vicenda d’amore sventurato, morboso e totalizzante (quasi patologico), che va incontro a una fine funesta e che lascia ampio spazio alla riflessione – ancora oggi fortemente attuale – sulle inspiegabili dinamiche sentimentali e sulla concezione di cosa sia “il bello”.

Copertina del libro la vita agra di Luciano Bianciardi

La fuga dalla provincia e l’approdo a Milano: è una delle parabole più comuni di chi vive nel capoluogo lombardo. Già nel 1962 – anno in cui uscì La vita Agra – Milano rappresentava un’occasione di rivincita e di riscatto. Nel caso del romanzo – d’ispirazione autobiografica – di Luciano Bianciardi (Grosseto, 14 dicembre 1922 – Milano, 14 novembre 1971) l’intento che porta il protagonista a trasferirsi è far saltare un grattacielo per vendicare i minatori morti in un incidente causato dalla scarsa sicurezza sul lavoro. Ma non è così semplice perché, una volta arrivato nella città, i suoi obiettivi scolorano, l’ambiente circostante lo inghiotte, facendolo vivere in bilico fra voglia di far esplodere il sistema e desiderio di esserne riconosciuto.

  • Il ponte della Ghisolfa, Giovanni Testori
    (Feltrinelli)

Copertina del libro Il ponte della Ghisolfa di Giovanni Testori

Roserio, la Ghisolfa, Porta Ticinese: la Milano cara a Giovanni Testori è una città proletaria e periferica, dalle strade immense e dai grandi casermoni grigi, abitata da giovani operai che lottano per sopravvivere ogni giorno. Il ponte della Ghisolfa è solo uno dei numerosi romanzi dell’autore – originario di Novate Milanese – dedicati a Milano: tra le altre opere ricordiamo Il Dio di RoserioLa Gilda del Mac Mahon e Nebbia al Giambellino.

copertina del libro L'Adalgisa di Gadda

Molti letterati dicono che, dopo il romanzo di Manzoni, un altro grande libro su Milano sia L’Adalgisa di Carlo Emilio Gadda (Milano, 14 novembre 1893 – Roma, 21 maggio 1973). Impossibile descrivere (o sintetizzare) il testo a chi non l’ha mai letto: un manifesto dello stile unico del suo autore, e al tempo stesso una raccolta di schizzi sulla città lombarda: industrie, borghesia, salotti, lavoratori, la Scala, il centro splendente e sempre vivo, animato da abitanti stravaganti e sopra le righe che, a ben guardare, assomigliano proprio all’ambiente in cui vivono.

copertina del libro Uomini e no di Elio Vittorini

Elio Vittorini (Siracusa, 23 luglio 1908 – Milano, 12 febbraio 1966) è stato uno degli intellettuali più importanti del Novecento milanese: scrittore, editore, sceneggiatore, giornalista, fu direttore della collana I Gettoni di Einaudi, nonché delle riviste Il Politecnico e Il Menabò. Il suo romanzo Uomini e no si interroga su cosa sia umano nell’essere umano e si svolge a Milano, nel 1944, durante la Resistenza, seguendo le vicende del giovane partigiano Enne 2, tormentato dall’amore impossibile per una donna sposata, Berta.

copertina del libro Un Amore di Dino Buzzati

È una Milano moderna, caotica, affascinante e respingente quella descritta da Dino Buzzati (San Pellegrino di Belluno, 16 ottobre 1906 – Milano, 28 gennaio 1972) nel suo Un amore, romanzo erotico che ruota attorno alla figura di un uomo che crede ancora nel potere del sentimento. È per questo che si lascia sedurre da una donna giovanissima e spregiudicata, simbolo di una città ammaliante che, dopo aver conquistato, confonde e abbandona.

Autori stranieri raccontano Milano

  • Addio alle armi, Ernest Hemingway
    (Oscar Mondadori,traduzione di Fernanda Pivano)

Libri su Milano Hemingway

I libri su Milano non sono stati scritti soltanto da autrici e autori italiani. Ne è un esempio Addio alle armi di Ernest Hemingway (Oak Park, 21 luglio 1899 – Ketchum, 2 luglio 1961), romanzo d’ispirazione autobiografica che racconta l’esperienza dello scrittore sul fronte italiano nel 1918, la sua ferita riportata a Fossalta la passione per l’infermiera Agnes von Kurowsky. Storia di amore, di passione, di guerra, di precarietà e di sofferenza, ne fu vietata la pubblicazione in Italia fino al 1945 poiché il contenuto non fu ritenuto idoneo dalla dittatura fascista, tanto che la traduzione costò a Fernanda Pivano l’arresto a Torino.

  • La certosa di Parma, Stendhal
    (Garzanti, traduzione di Emilio Tadini)

Copertina del libro La certosa di Parma

Tra i capolavori più importanti della letteratura, citiamo anche il celebre romanzo di Stendhal (Grenoble, 23 gennaio 1783 – Parigi, 23 marzo 1842), ambientato tra Milano, Bologna e Parma: La Certosa di Parma (pubblicato nel 1839 e composto a Parigi in 52 giorni – in un edificio al numero 8 di rue de Caumartin dove l’autore si era volontariamente recluso) racconta la storia di un nobile italiano durante l’Età napoleonica e il successivo periodo della Restaurazione.

Libri contemporanei ambientati a Milano

Libri su Milano Marco Missiroli

Arriviamo quindi alla rappresentazione di una Milano contemporanea, sicuramente ben diversa da quella raccontata dai titoli fino ad adesso proposti, ma comunque sempre emblema di un centro per rivoluzionare drasticamente la propria vita. E di cambiamenti radicali e profondi parla anche Fedeltà di Marco Missiroli, romanzo in cui un uomo sposato si trova di fronte alla possibilità di cedere e di tradire la propria moglie. Il suo tormento e il suo conflitto si srotolano in una città descritta minuziosamente, che assiste, silenziosa, al dilemma della coppia e della fedeltà.

Libri su Milano Fontana

Sempre di amore e di tormento parliamo con Un solo paradiso di Giorgio Fontana. Anche qui, la città si fa teatro eletto per rappresentare il dolore di un sentimento finito, diventando cassa di risonanza per la sofferenza del protagonista Alessio.

  • Febbre, Jonathan Bazzi
    (Fandango)

Libri su Milano Bazzi

Libro autobiografico, Febbre di Jonathan Bazzi (qui gli articoli dell’autore per ilLibraio.it) è un racconto di coming out e di consapevolezza, di ribellione e di accettazione. Mentre racconta come e quando ha scoperto di essere sieropositivo, lo scrittore si perde nei ricordi della sua vita ambientata in una periferia a Sud di Milano – quella di Rozzano o, meglio, Rozzangeles -,  un luogo che sembra lontano ma lontano non è, dove si spaccia e dove ci si rifugia se si arriva da un’altra città d’Italia. Un luogo dove può capitare di incontrare sulla stessa strada tossici, tamarri, delinquenti e assistenti sociali; dove le case sono alveari e gli affitti sono bassi, dove si parla un pidgin di milanese, siciliano e napoletano. Un luogo da cui si vuole scappare quasi sempre, ma non ci si riesce quasi mai.

  • Il giorno mangia la notte, Silvia Bottani
    (Sem)

Copertina del libro Il giorno si mangia la notte di Silvia Bottani

Sul riscatto e sulla rivincita è incentrato anche Il giorno mangia la notte di Silvia Bottani, che si apre sullo scenario di una Milano calda e afosa, scintillante e buia, ricca di novità e trasformazioni. Le vite qui scorrono a un tempo che pare diverso, più pieno, più intenso, a tratti più duro e inarrestabile, mentre i destini delle persone più differenti si intrecciano e diventano storie indissolubili.

Copertina del libro L'incredibile storia di Lavinia Bianca Pitzorno

Tutto di questa breve e irriverente fiaba è una garanzia: prima di ogni cosa, la sua autrice, Bianca Pitzorno, tra le firme più celebri e amate da bambini, bambine e non solo (qui la nostra intervista in occasione dell’uscita del libro Sortilegi). Siamo nella gelida metropoli lombarda, proprio nel giorno della vigilia di Natale. Lavinia è una piccola fiammiferaia dei nostri tempi, povera e scalza, di fronte all’indifferenza delle persone che sfilano di fronte al Duomo non curandosi di lei. Ma ecco che, all’improvviso, da un taxi scende niente meno che una fata dall’aria bizzarra, la quale regala alla piccola un anello magico dal potere singolare che l’aiuterà a risolvere tutti i suoi problemi (o quasi). Insomma, se c’è una possibilità che la magia possa davvero accadere è nel giorno di Natale. A Milano.

  • Un’educazione milanese, Alberto Rollo
    (Manni)

un'educazione milanese alberto rollo

E veniamo alla Milano del secondo ‘900 raccontata da Alberto Rollo, scrittore ed editor, in Un’educazione milanese (Manni, 2016), definito “il romanzo di una città e di una generazione”. Intervistato da Mangialibri l’autore ha spiegato che il libro ha avuto origine da “un’antica ossessione. Scrivere della mia città, e più in generale del rapporto con la grande città, come storia formativa, come bildungsroman”.

Copertina del libro Ragazzo italiano di Ferrari

A cavallo tra la provincia lombarda e Milano, si sviluppa la vita di Ninni, ragazzino amante della cultura e della letteratura, dei libri e di quello che le storie possono generare. E forse è proprio quella grande e generosa città a instillare in lui la curiosità, la voglia di sapere, di studiare, l’ambizione di immaginare progetti e di inseguire sogni, il desiderio di realizzarsi e di trovare il proprio posto nel mondo.

Copertina Caos Calmo di Sandro Veronesi

Milano caotica e frenetica è un luogo comune fin troppo comune. Ci si dimentica quasi che possano esserci angoli di pace e di calma. È in uno di questi che si rifugia Pietro Paladini, il protagonista di Caos Calmo – libro con cui Sandro Veronesi vinse il premio Strega nel 2006, per poi aggiudicarselo di nuovo, nel 2020, con Il colibrì. La sua imperturbabile tranquillità e il suo stato di immobilità si contrappongono proprio alla città della velocità per eccellenza, creando un’immagine di opposti che, alla fine, sintetizzano la contraddizioni dell’animo umano.

Libri, Milano, lavoro

  • Generazione mille euro, Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa
    (Rizzoli)

Libri su Milano Generazione mille euro

Lavori precari – anzi più che precari. Salari bassi – anzi più che bassi. Affitti insostenibili, ambizioni che crollano, lauree che si rivelano inutili pezzi di carta. Una città che corre veloce e che non si ferma per aspettare nessuno. Ecco la Generazione mille euro raccontata da Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa nel loro romanzo, uscito ormai nel 2009 ma ancora estremamente attuale, in cui viene rappresentata la situazione che molti e molte giovani vivono un po’ in tutte le città, ma specialmente a Milano: arena d’elezione – letteraria e reale –  per chi vuole iniziare il proprio percorso nel mondo del lavoro.

Milano grigia e noir

  • I milanesi ammazzano al sabato, Giorgio Scerbanenco
    (Garzanti)

copertina del libro I milanesi ammazzano al sabato di Giorgio Scerbanenco

Quando si parla di libri gialli e noir ambientati a Milano, non può non venire in mente Giorgio Scerbanenco (Kiev, 28 luglio 1911 – Milano, 27 ottobre 1969). Tra i numerosi romanzi che vedono la città meneghina al centro della narrazione spicca senz’altro I milanesi ammazzano al sabato (uscito nel 1969), in cui Duca Lamberti, il medico-investigatore protagonista dei più noti e apprezzati gialli dell’autore, si spinge nei bassifondi di una Milano inquietante e tetra, alla ricerca di una bellissima ragazza scomparsa.

  • Per cosa si uccide, Gianni Biondillo
    (Tea)

Copertina del libro per cosa si uccide Biondillo

Un altro personaggio memorabile legato alla città di Milano è l’ispettore Ferraro, al centro delle opere di Gianni Biondillo. Nella prima, Per cosa si uccide, notiamo subito l’intento principale dell’autore: quello di servirsi delle indagini come pretesto narrativo per raccontare il ventre molle di Milano (in particolar modo il quartiere di Quarto Oggiaro), vera protagonista dei suoi romanzi.

Copertina del libro su Milano nella luce dell'alba più fredda

Lo scrittore Hans Tuzzi (qui un suo intervento per ilLibraio.it) scrive un libro su Milano, rievocando atmosfere inquietanti e trasportando il lettore in una lettura di tensione e mistero. Ambienta la storia di Nella luce di un’alba più fredda nel 1990, quando nella città si verificarono ben 103 omicidi, per la maggior parte regolamenti di conti fra la malavita organizzata. A cercare di venire a capo della verità, Norberto Melis, primo dirigente della Questura della “capitale morale” (dove, di lì a breve, scoppierà lo scandalo di Mani Pulite), un uomo per il quale la giustizia è una necessità più importante di qualsiasi altra cosa.

  • La misura dell’uomo, Marco Malvaldi
    (Giunti)

copertina del libro La misura dell'uomo di Marco Malvaldi

Milan l’è on gran Milan, sì, ma dai tempi del Rinascimento, quando a guidare la città c’era Ludovico il Moro. Ecco, Marco Malvaldi ci porta in quegli anni; gli anni in cui visse una delle figure più importanti per la cultura italiana: Leonardo Da Vinci. Sullo sfondo di una città meravigliosa e florida, tra le mura del Castello Sforzesco e lungo i Navigli, La misura dell’uomo si presenta come un giallo da risolvere, ricco di riferimenti storici ma anche di fervida inventiva, immaginazione e una certa dose di piacevole ironia.

  • La disciplina di Penelope, Gianrico Carofiglio
    (Mondadori)

Copertina del libro La disciplina di Penelope di Gianrico Carofiglio

L’autunno, a Milano, porta con sé qualcosa di indescrivibile: una strana sensazione di malinconia, unita a una forte e inarrestabile spinta verso il nuovo. Di queste e altre contraddizioni scrive Gianrico Carofiglio nel suo La disciplina di Penelope, presentandoci una donna dura e al tempo stesso fragile, arrabbiata e compassionevole. Il suo compito è risolvere un caso atroce e violento – un uomo accusato dell’omicidio della moglie – capace di risvegliare in lei ricordi di un passato e di una vita che non torna.

  • Numero Zero, Umberto Eco
    (Bompiani)

Libri su Milano Umberto Eco

Tra i libri su Milano, impossibile non citare questo thriller di Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932 – Milano, 19 febbraio 2016), suo settimo e ultimo romanzo, dove un cadavere viene ritrovato nella via più scura e malfamata della città. Sullo sfondo, una redazione sgangherata, un ghoswriter fallito, una ragazza inquietante e scalmanata, una storia d’amore disperata, un centro metropolitano allucinato e allucinante, ambientato nel 1992, in cui si iniziano ad avvertire tutti i misteri e le follie del ventennio successivo.

  • Una giornata di nebbia a Milano, Enrico Vanzina
    (Harper Collins)

copertina el libro Una giornata di nebbia a Milano di Enrico Vanzina

Per molti le parole Milano e nebbia vanno spesso a braccetto. Un luogo comune che ha dato il titolo al romanzo di Enrico Vanzina e che vede come protagonista il neoquarantenne Luca Restelli, bohémien di altri tempi e di altri gusti, redattore delle pagine culturali di un sonnacchioso giornale della città lombarda. Quando in redazione arriva la notizia dell’assassinio di un uomo a Corso Vercelli, Luca si schiera in prima fila: la cronaca nera gli è sempre piaciuta e, per questa volta, riesce ad aggiudicarsi il servizio. Ma quando scopre che la vittima è suo padre, l’indagine prende una svolta decisamente inaspettata, che lo porta a scoprire qualcosa che non avrebbe mai immaginato.

Libri su Milano Renato Olivieri
Oltre ai già citati Scerbanenco e al suo investigatore Duca Lamberti (tra i classici del genere, dove va segnalato anche Renato Olivieri), nonché a Biondillo e a Tuzzi, sono tanti, e meriterebbero un approfondimento a parte, gli autori di gialli e noir che hanno ambientato e ambientano a Milano le avventure e le indagini dei loro protagonisti: come non citare due autori amati come Dario Crapanzano e Andrea G. Pinketts, da poco venuti a mancare? E tra i giallisti più letti e apprezzati di questi anni, non si può poi non dar spazio ai romanzi di Alessandro Robecchi, Lodovico Festa, Piero Colaprico, Paolo Roversi e tanti altri, come l’esordiente Domenico Wanderlingh.

Libri alla scoperta di Milano

  • La Milano dei Navigli, una passeggiata letteraria, Dante Isella
    (Officina libraria)

La Milano dei Navigli una passeggiata letteraria di Dante Isella

Dante Isella, professore, filologo e critico italiano, condirettore di Strumenti critici e della Biblioteca di Scrittori Italiani della Fondazione Bembo, fondatore e direttore della rivista di testi e studi gaddiani I quaderni dell’ingegnere, nonché membro dell’Accademia della Crusca e dell’Accademia dei Lincei, ci porta a spasso per Milano attraverso un testo raffinato e letterario, che parte da Porta Ticinese e raggiunge il Naviglio grande, passando per le vie e le piazze più caratteristiche della città. Un breve viaggio nello spazio e nel tempo in cui i luoghi si fanno pretesto per parlare di letteratura.

  • Conosco un posto (Milano)
    (Magazzini Salani)

Libri su Milano Conosco un posto

Un bel tour tra ristoranti, bar, pub e boutique è quello che propone invece Caterina Zanzi (conosciuta sui social come Conosco un posto) nella sua guida, in cui raccoglie tutti i luoghi che rendono speciale e unica Milano, città dall’anima varia e cosmopolita che si rivela anche – e soprattutto – in cucina. Tra osterie tipiche e trattorie cinesi, cascine dove trascorrere una piacevole domenica e locali in cui brindare con gli amici, questo libro sintetizza la metropoli in più di 500 indirizzi, per chi a Milano ci vive e per chi vuole scoprirla anche solo per un weekend.

Fabio Massa fuga dalla città chiarelettere

Passiamo a un libro che ci mostra Milano sotto tutt’altro punto di vista: in Fuga dalla città il giornalista Fabio Massa compie un’inchiesta sulla metropoli simbolo di un Paese che fatica a rialzarsi, specialmente nel post-pandemia. Come sarà il domani di Milano?, si chiede l’autore, cercando di ricostruire, attraverso dati, analisi e interviste, il quadro di una città in costante evoluzione.

    • M come Milano, Marta Perego (Bottega Errante Edizioni)

libri su milano m come milano marta perego

A questo punto della nostra selezione, non si può certo dire che manchino libri su Milano. Ognuno ne racconta un aspetto, un’anima, una propria personale versione. Anche Marta Perego, autrice e conduttrice, ha deciso di raccogliere in un volume tutto quello che per lei è Milano: tra le sue pagine potrete trovare riferimenti a grandi personaggi della cultura e dello spettacolo – come Camilla Cederna, Mariangela Melato, Giorgio Gaber, Alda Merini, Dino Buzzati – ma anche qualche consiglio per vivere la città. Un territorio letterario di scoperta e di incontro, per non perdersi e per ritrovarsi non solo come cittadini, ma come esseri umani.

  • L’ ultima Milano di Jacopo Lareno Faccini
    (Fondazione Giangiacomo Feltrinelli)

Copertina del libro su Milano L'ultima Milano di di Jacopo Lareno Faccini

Sempre sul tema crisi e pandemia si concentra L’ ultima Milano, che mostra una città che, prima del Covid-19, correva e brillava come non mai: boom immobiliare, riqualificazione diffusa, esposizione mediatica. Ma intanto non era tutto oro ciò che luccicava: dietro questa immagine splendente, sorgevano problemi pervasivi come il precariato lavorativo o l’insostenibilità dei costi abitativi, senza considerare il fermento delle periferie. Problemi che oggi sono sotto gli occhi di tutti e che meritano di essere raccontati e risolti, oltre le retoriche.

  • La milanese, Michela Proietti
    (Solferino)

Copertina del libro La milanese di Michela Proietti

Sulla falsa riga della celebre La parigina, Michela Proietti scrive il suo manuale dell’abitante tipo di Milano. Abitudini, mete preferite, vizi, feste a cui partecipare… insomma, come si comporta la milanese? Quali sono i quartieri che frequenta di più? Cosa mangia in pausa pranzo? Con uno stile ironico e fresco, questo piccolo manuale sintetizza il ritratto di chi vive nella grande città lombarda, senza prendersi troppo sul serio e dando qualche divertente consiglio per sopravvivere in un posto bellissimo ma, a volte, davvero difficile.

Non è questo che sognavo da bambina

L’AUTRICEJolanda Di Virgilio lavora nella redazione de ilLibraio.it. È co-autrice, con Sara Canfailla, del romanzo d’esordio Non è questo che sognavo da bambina (Garzanti, in libreria il 26 agosto).

Al centro del libro, ambientato in un’agenzia di comunicazione milanese (e in cui la città, i suoi locali, i suoi quartieri sono co-protagonisti), si racconta cosa significa diventare adulti oggi: le relazioni finite prima di cominciare, il senso di impotenza di fronte a un sistema lavorativo precario e ingiusto, la frustrazione di vivere in una città difficile, dove dicono che ci sia posto per tutti dimenticandosi di dire che, in quel posto, ci si sente molto soli.

Fonte: www.illibraio.it