Letteratura e settima arte intrattengono da sempre un rapporto molto stretto e si influenzano profondamente a vicenda. Da un lato, sceneggiatori e registi trovano nei libri una fonte inesauribile di ispirazione (non sorprende che i film tratti da libri siano numerosissimi), dall’altro, il cinema è diventato fonte di riflessione e narrazione, generando una vasta produzione di libri dedicati al cinema (in particolare saggi e biografie).
Raccontare il cinema, un’arte fatta di immagini, di movimento, di tempo, frutto di un lavoro di gruppo che è al contempo tecnico e artistico, e che richiede grande precisione così come grande fantasia, non è semplice.
Dalla nascita di questa arte, alla fine dell’800, e durante il suo sviluppo, molte e molti hanno provato a descrivere questa complessità a parole, nel tentativo di interpretarla e trovarle un senso, costruendo così riflessioni e teorie che a loro volta hanno dato forma al cinema che ne è seguito.
In questo percorso di lettura (che non ha la pretesa di essere esaustivo), abbiamo quindi provato a esplorare una parte di questo vasto angolo del mondo saggistico e letterario dedicato al cinema.
Si tratta di un settore che esprime molta varietà: dai libri che raccontano come scrivere e costruire una storia per lo schermo, a quelli che analizzano il linguaggio cinematografico, fino ai saggi che ne riassumono la storia e le sue trasformazioni nel tempo. Accanto a critici e studiosi poi, non mancano le voci degli stessi protagonisti della storia del cinema che raccontano questo mondo dal loro punto di vista, del tutto unico.
Ecco quindi un percorso di lettura dedicato ai libri che parlano di cinema, da esplorare con la lettura ma anche da accompagnare con la visione dei film che l’hanno ispirato.
Libri che parlano di cinema: manuali per studiare e lavorare nel cinema
- Il viaggio dell’eroe. La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, Chris Vogler (Audino, traduzione di J. Loreti)
- La sceneggiatura. Il film sulla carta, Syd Field (Lupetti, traduzione di G. Lagomarsino)
- Story. Contenuti, struttura, stile, principi per la sceneggiatura e per l’arte di scrivere storie, Robert McKee (Omero, traduzione di Paolo Restuccia)
- Come scrivere una grande sceneggiatura, Linda Seger (Audino, a cura di D. Tarquini, traduzione di S. Carrington)
- Save the cat! Manuale di sceneggiatura, Blake Snyde (Omero)
- I tre usi del coltello. Saggi e lezioni sul cinema, David Mamet (Minimum Fax, traduzione di Flavia Abbinante e Andreina Lombardi Bom)
- In un batter d’occhi. Una prospettiva sul montaggio cinematografico nell’era digitale, Walter Murch (Lindau, traduzione di Gianluca Fumagalli)
- Che cosa è il cinema? Il film come opera d’arte e come mito nella riflessione di un maestro della critica, André Bazin (Garzanti, traduzione di A. Aprà)
- Teoria generale del montaggio, Sergej M. Ejzenstejn (Marsilio, a cura di P. Montani, traduzione di C. De Coro)
- Manuale di storia del cinema, Gianni Rondolino e Dario Tomasi (UTET Università)
- L’avventura del cinematografo. Storia di un’arte e di un linguaggio, Sandro Bernardi (Marsilio)
- Storia del cinema. Un’introduzione, Kristin Thompson, David Bordwell, Jeff Smith (McGraw-Hill Education)
Tra le coloro che amano il cinema non manca chi vorrebbe trasformare questa passione in una professione. Sono moltissimi i manuali che si dedicano a spiegare come destreggiarsi in questo mondo, che richiede competenze diverse e complementari: dalla scrittura al montaggio, dalla fotografia alla recitazione, dai costumi alle luci, e molto altro ancora.
Accanto alle professioni che si dedicano alla realizzazione della pellicola, ce ne sono poi molte altre che ruotano intorno al cinema: dai critici ai promotori, dai produttori ai distributori, e via dicendo. Ma da qualsiasi lato lo si maneggi, per lavorare nel cinema è fondamentale comprenderne il linguaggio e le modalità con cui costruisce senso, significato ed emozioni.

Tra i testi che si dedicano a questo tema troviamo per esempio Che cosa è il cinema?, una raccolta di saggi scritti da André Bazin, influente critico cinematografico francese, dedicati al cinema come rappresentazione della realtà, e quindi al rapporto che questa forma d’arte ha con il mondo. Non si tratta quindi di un manuale didattico, ma di un libro per imparare a riflettere e ragionare su questa forma d’arte.

Venendo invece a testi che hanno fatto scuola, Story di Robert McKee è considerato uno dei manuali fondamentali per chi vuole imparare a scrivere: non solo sceneggiature, ma storie efficaci, capaci di appassionare e affascinare il pubblico, ricche di senso, semplici, ma al contempo non banali.
Libri sul cinema: spaccati di storia del cinema
- I sette peccati di Hollywood, Oriana Fallaci (Rizzoli)
- Hollywood Babilonia, Kenneth Anger (Adelphi, traduzione di Ida Omboni)
- Alla ricerca della felicità. La commedia hollywoodiana del rimatrimonio, Stanley Cavell (Cue Press, a cura di Piergiorgio Donatelli, traduzione di Emiliano Morreale)
- La formula perfetta. Una storia di Hollywood, David Thomson (Adelphi, traduzione di Gilberto Tofano)
- L’occhio del Novecento. Cinema, esperienza, modernità, Francesco Casetti (Bompiani)
- Le star, Edgar Morin (Cue Press)
- La bella confusione. L’anno di Fellini e Visconti, Francesco Piccolo (Einaudi)
- Il cinema neorealista italiano. Storia economica, politica e culturale, Gian Piero Brunetta (Laterza)
- Accattone-Mamma Roma-Ostia, Pier Paolo Pasolini (Garzanti)
- La commedia all’italiana. Il cinema comico in Italia dal 1945 al 1975, Masolino D’Amico (La nave di Teseo)
Il cinema è anche espressione del tempo e del luogo in cui prende vita, e i film portano con sé tracce del contesto e della cultura che lo ha prodotto: le idee, i gusti, ma anche le contraddizioni di una società.
Per questo non mancano i libri che affrontano il cinema da questa prospettiva, e che tramite l’analisi cinematografica riescono a restituire affreschi di uno spaccato di tempo e di spazio.

Ne è un esempio Alla ricerca della felicità in cui Stanley Cavell, filosofo statunitense, a partire da un filone di commedie nate negli anni ’30 e ’40 a Hollywood, riesce a comporre un’analisi di alcune delle trasformazioni più radicali attraversate dalla società americana dell’epoca, a dimostrazione che, anche in un genere come la commedia, si possano nascondere temi profondi e riflessioni culturali tutt’altro che superficiali.

Ci spostiamo dall’altra parte dell’oceano con il saggio Il cinema neorealista italiano, in cui Gian Piero Brunetta si dedica a una narrazione a tutto tondo del periodo d’oro del cinema nostrano. Nel dopoguerra, tra le molte rinascite che attraversano il paese, ci fu anche quella della capacità di raccontarsi tramite la pellicola. Da questa stagione nacque un movimento artistico che avrebbe profondamente influenzato la storia del cinema successivo, sia italiano che internazionale.
Libri che parlano di cinema: artisti che si raccontano
- Il cinema secondo Hitchcock, François Truffaut (Il Saggiatore, traduzione di Giuseppe Ferrari e Francesco Pititto)
- Cinema speculation, Quentin Tarantino (La nave di Teseo, traduzione di Alberto Pezzotta)
- Io vedo me stesso. La mia arte, il cinema, la vita, David Lynch (Il Saggiatore, a cura di C. Rodley e traduzione di M. Borroni)
- A proposito di niente, Woody Allen (La nave di Teseo, traduzione di Alberto Pezzotta)
- Fare un film, Federico Fellini (Einaudi)
- C’era una volta il cinema. I miei film, la mia vita, Sergio Leone (Il Saggiatore, a cura di Noël Simsolo, traduzione di Massimiliano M. Matteri)
- Scolpire il tempo. Riflessioni sul cinema, Andrej Tarkovskij (Ist. Internazionale Tarkovskij, traduzione di V. Nadai)
- Ognuno per sé e Dio contro tutti, Werner Herzog (Feltrinelli, traduzione di Nicoletta Giacon)
- Burton racconta Burton, Tim Burton (Feltrinelli, a cura di M. Salisbury, traduzione di G. De Marinis)
- Groucho e io, Groucho Marx (Adelphi, traduzione di Franco Salvatorelli)
- Note sul cinematografo, Robert Bresson (Marsilio, traduzione di G. Bompiani)
- Conversazioni con Billy Wilder, Cameron Crowe (Adelphi, traduzione di A. Filippi)
- Il cinema secondo Orson Welles, Peter Bogdanovich (Il Saggiatore, a cura di Jonathan Rosenbaum, traduzione di Roberto Buffagni)
- Scene madri di Bernardo Bertolucci, Bernardo Bertolucci, Enzo Ungari, Donald Ranvaud (Ubulibri)
- È andata bene, ragazzino, Anthony Hopkins (Longanesi, traduzione di Alberto Pezzotta)
Anche raccontare il cinema può essere un’arte. Non sorprende quindi che molti dei suoi protagonisti abbiano scelto durante la loro carriera di narrare la propria esperienza. Quando accade, però, il loro sguardo va spesso oltre le raccolte di aneddoti, oltre alle avventure cinematografiche che si susseguono tra successi e difficoltà. Raccontandosi e raccontando la loro opera e il mondo visionario che hanno cercato di creare, questi autori offrono anzi nuove chiavi di lettura per comprendere il cinema.
Tra i libri che spiccano in questa categoria troviamo il dialogo tra due figure che hanno segnato indelebilmente la storia di questo settore: François Truffaut e Alfred Hitchcock. Il risultato è una chiacchierata che si trasforma in una grande riflessione sulla regia, concentrata sull’opera di Hitchcock, ma guidata da domande che di certo non nascondono l’occhio dell’artista-intervistatore.

Un percorso diverso è quello tracciato da Scolpire il tempo. Riflessioni sul cinema in cui Andrej Tarkovskij racconta se stesso ma anche la propria idea di cinema. Nel saggio il regista affronta il senso dell’arte e il ruolo che l’artista dovrebbe assumere nel contesto cinematografico, per poi soffermarsi su considerazioni di carattere tecnico che derivano dalla sua concezione filosofica del cinema, l’arte per l’appunto capace di scolpire il tempo.

Libri sul cinema: studi teorici e culturali
- L’immagine-movimento. Cinema, Gilles Deleuze (Einaudi, traduzione di Jean-Paul Manganaro)
- L’immagine-tempo. Cinema, Gilles Deleuze (Einaudi, traduzione Liliana Rampello)
- Teoria del cinema. La redenzione della realtà fisica, Siegfried Kracauer (Cue Press, a cura di Leonardo Quaresima, traduzione di Paolo Gobetti)
- The weird and the eerie. Lo strano e l’inquietante nel mondo contemporaneo, Mark Fisher (Minimum Fax, traduzione di Vincenzo Perna)
- Semiologia del cinema. Saggi sulla significazione nel cinema, Christian Metz (Pgreco)
- Cinema e piacere visivo, Laura Mulvey (Bulzoni, a cura di V. Pravadello)
- American storytelling. Le forme del racconto nel cinema e nelle serie tv, Federico Di Chio (Carocci)
- Il trascendente nel cinema, Paul Schrader (Marietti 1820, traduzione di Christian Raimo)
- Storia del cinema sperimentale, Jean Mitry (CLUEB)
- Il cinema di Truffaut, Paola Malanga (Baldini + Castoldi)
- Paura e desiderio. Cose (mai) viste, Enrico Ghezzi (La nave di Teseo)
- Il lucernario dell’infinito. Nascita del linguaggio cinematografico, Noël Burch (Cue Press, traduzione di Paola Cristalli)

Il filosofo francese Gilles Deleuze nel primo volume di un dittico composto da L’immagine – movimento e L’immagine – tempo, propone un’ampia analisi di gran parte della storia del cinema, partendo dall’idea che in un film ci sia molto più che una semplice storia: il cinema è infatti descritto come un sistema di immagini e forme di pensiero che permettono di comprendere il mondo in modo nuovo.

E se Deleuze si è dedicato a un’analisi dallo sguardo ampio, alla ricerca di un pensiero capace di comprendere il sistema cinema, qui Paul Schrader, regista e sceneggiatore affermato, si concentra su un tema più circoscritto: la possibilità di tradurre il metafisico nel linguaggio del grande schermo. Nel saggio Il trascendente nel cinema si interroga su come raccontare tramite immagini ciò che è altro rispetto all’esperienza del reale. Nel tentativo di rispondere a questa domanda, Schrader fa anche emergere un’esigenza: quella di un cinema capace di fare spazio all’esperienza spirituale.
Fonte: www.illibraio.it