“Mi sono immerso in acque profonde”: Francesco Carofiglio racconta “La stagione bella”

di Francesco Carofiglio | 03.05.2024

È una primavera strana. Piove, fa freddo e poi caldo, e poi di nuovo freddo.

Dalle vetrate del mio studio si vede soltanto cielo, tutte le nuvole in movimento. A volte smetto di scrivere e mi fermo a guardare, e mi sembra che tutto sia in armonia.

Ho cominciato a scrivere La stagione bella diversi anni fa. Poi mi sono fermato, ci sono state altre parole, persone, case, voci, addii, tutte cose che ho visto passare, in un rituale doloroso e vitale. Le ho lasciate andare.

Ho vissuto molto in questi anni, ho molto rischiato di non vivere. E adesso sono qui, a guardare queste nuvole, con un solletico tra le dita, e la sensazione, così inattesa, di essere felice.

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La stagione bella è la storia di Viola, e di Barbara. Figlia e madre unite da un legame indissolubile, che neanche la morte riesce a spezzare. Figlie uniche entrambe, entrambe orfane di padre. Sono entrato nella loro vita silenziosamente, provando a nascondermi, a non esserci mai, facendo sforzi di misura e silenzio, esercizi di equilibrio nelle stanze vuote. È durata mesi, anni, e adesso non riesco a dire nulla, di quelle giornate di vita in bilico, così dense, dolorose, inevitabili.

Viola è laureata in psicologia, ma non ha mai esercitato la professione di terapeuta. È un’olfattivista, ha una bottega di fragranze a Milano, insieme con Marcello, un Naso profumiere conosciuto a Parigi. Le sue giornate sono fatte di essenze, profumi, odori, della pratica lenta e minuziosa dell’alchimista. Viola ha deciso di unire le sue due vocazioni, e fornisce, nel suo laboratorio, delle consulenze olfattive, prova a curare i dolori delle vite altrui attraverso l’olfatto, gli odori, la memoria dei sensi dimenticati.

E poi, ogni giorno, va a nuotare, stacca i contatti col mondo, si infila una cuffia e si tuffa in piscina, per un’ora esatta. Lo fa da quando era bambina.

Viola vive sola, senza legami, ha quasi quarant’anni quando Barbara muore. Tutto il mondo sembra piegarsi in una curva di dolore, di rabbia. Quella rabbia che si prova nei confronti degli addii repentini, insensati, laceranti. Dopo mesi di assenza da sé, si rende conto di aver vissuto sempre all’ombra di quell’amore potente, e, forse, di non aver vissuto davvero. È un movimento sotterraneo dell’anima, un ronzio della coscienza che diventa boato.

E qualcosa comincia a muoversi, Viola capisce che per dare un senso alla sua esistenza, forse perfino per sopravvivere, deve entrare nel cuneo d’ombra della vita di sua madre e infilarsi nei segreti della memoria, nel mistero delle cose non dette.

Delle cose mai dette. E parte per la Francia, dove sua madre ha vissuto quando era ragazza, alla ricerca di quel segreto.

Io non lo so da dove arrivi questa storia, perché abbia germogliato di nascosto, dentro le mie giornate. Non so neanche perché ci sia dentro Milano, gli odori, l’acqua, le camere vuote. Ma so perché tutto gira intorno a Parigi, lo so perfettamente.

E mi piacerebbe molto che chi avesse voglia di leggere questa storia potesse scoprirlo, senza fretta, insieme alla protagonista.

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Virginia Woolf dice che si è felici, scrivendo, se ci si mette nelle condizioni di dare pieno uso delle proprie facoltà, lasciare che l’energia fluisca libera, diretta, in assoluta pienezza, e che questo, alla fine, può renderci persone migliori.

Io so che scrivendo questo romanzo ho preso una decisione, ho corso un rischio, mi sono immerso in acque profonde, lasciando che l’energia fluisse senza filtri, nel buio, e alla fine, forse sì, oggi mi sento una persona migliore.

L’AUTORE E IL SUO NUOVO ROMANZO – Francesco Carofiglio torna con un nuovo romanzo, La stagione bella (Garzanti). Un libro che fa riflettere sulla vita, sulle scelte, sul dolore e sulla speranza. Una storia intima, dentro cui tuffarsi e perdersi. E alla fine, ritrovarsi.

Scrittore, architetto, illustratore e regista, Francesco Carofiglio, ha pubblicato, tra gli altri, L’estate del cane nero (Marsilio 2008), La casa nel bosco col fratello Gianrico (Rizzoli 2014), L’estate dell’incanto (premio selezione Bancarella 2020) e Le nostre vite (Piemme 2021).

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GLI INCONTRI – Tra le prime presentazioni in programma, quella a Gioia del Colle (Bari), presso il foyer del teatro Rossini (il 9 maggio alle ore 18.30), quella al Salone del Libro di Torino dell’11 maggio alle 10.30 nella Sala Magenta, quella del 12 maggio, alle 17, a Savona, presso la libreria Ubik; e ancora, quella a Sesto Fiorentino del 13 maggio alle 18 alla Libreria Ubik Rinascita, e quella alla Feltrinelli Libia di Roma del 14 maggio alle ore 18.

Fonte: www.illibraio.it