Arriva nelle librerie italiane, Tre nomi (Garzanti, traduzione di Federica Merati), bestseller d’esordio di Florence Knapp, che dopo il successo nelle classifiche inglesi è in corso di traduzione in diversi Paesi.
Parliamo di un romanzo che spinge a riflettere sulle conseguenze delle nostre scelte e su come il nome dato a un bambino possa influire sul suo futuro.
Knapp trascina infatti lettrici e lettori in una vicenda tanto intima quanto universale, che ha al centro il coraggio di prendersi le proprie responsabilità, la felicità della condivisione e la forza dei legami.
La trama di Tre nomi
Veniamo dunque alla trama di Tre nomi: mentre fuori il vento spezza i rami degli alberi, il pianto di un neonato riempie di vita la stanza. È nato il figlio di Cora e lei, finalmente, può cullarlo. Ma non è solo una notte di nascita e tempesta. È una notte di decisioni. Il bambino ha bisogno di un nome, ma Cora esita. La scelta più semplice sarebbe chiamarlo Gordon. Il nome del padre, e di tutti i maschi della famiglia. Il nome che il marito vorrebbe imporle. Eppure, Cora sente che non è la decisione giusta. Potrebbe chiamarlo Julian, un nome che le è sempre piaciuto per il suo significato: Padre del cielo. O accontentare la primogenita Maia che le ha suggerito Bear. Il mattino dopo, la bufera è passata. Cora, invece, sente ancora infuriare dentro di sé lo stesso vento che ha messo sottosopra la città.

Mentre va all’anagrafe, ferma il passeggino sotto una quercia e stringe forte la mano di Maia. Gordon, Julian, Bear. Cora deve decidere se assecondare la volontà di suo marito o ribellarsi.
In tre scenari alternati, la madre dà al figlio un nome diverso. Una scelta che comporta tre vite differenti. Una decisione che innesca infinite possibilità. Perché un nome non è mai soltanto un nome. Può essere dono, eredità, promessa; oppure trasformarsi in vincolo, marchio, condanna. Può proteggere o ferire. Può esprimere amore o potere. E può cambiare un’intera esistenza…
E così Florence Knapp, autrice inglese alle prese con il suo esordio narrativo, firma un testo che esplora tutte le possibilità del caso: il romanzo prosegue per i successivi 35 anni, raccontando la vita del figlio di sette anni in sette anni, esplorando le tre possibilità di vita che potrebbe vivere in base al nome che gli è stato assegnato.
Tra i temi del romanzo, la violenza domestica
Il tema della violenza domestica è altrettanto presente nel libro, intrecciato a quello della scelta: se ne vedranno le conseguenze quando la protagonista dovrà decidere (per tre volte) come chiamare il figlio.
L’idea di inserire un argomento così delicato è nata ascoltando il racconto di una donna durante un incontro di un’associazione benefica. Interrogandosi sugli effetti della violenza, e sul perché spesso sia così difficile allontanarsi dal proprio aggressore, la scrittrice ha raccontato: “Volevo scrivere di come le persone possono guarire da queste situazioni e di come queste influenzino le loro vite e le persone che diventano, ma anche di come riescono ad andare avanti e condurre una vita significativa, di come qualcuno riesca effettivamente a riprendersi e a ricostruirsi dopo queste esperienze”.
Tre nomi è un romanzo sulle scelte, sul peso che hanno sulla vita delle persone e, citando il The Guardian, “su come un momento di coraggio, di incoscienza o di cieco terrore possa agire come un dito su una bilancia, spostando per sempre l’equilibrio di una vita”.
Fonte: www.illibraio.it