Un nuovo inizio sulle orme del passato: “Un tè a Chaverton House” di Alessia Gazzola

di Gloria Ghioni | 16.03.2021

Alessia Gazzola ci ha abituato a eroine a cui è impossibile non affezionarsi, e anche questa volta, con il suo Un tè a Chaverton House (Garzanti), avviene la magia, per quanto ci troviamo in un contesto molto diverso dal solito.

La sua protagonista, Angelica Bentivegna, alla nascita ha ricevuto tre doni: il buonumore, la docilità di temperamento e… un talento infallibile con i lievitati! Eppure, viene da pensare poche pagine dopo, le sue tre fate madrine non l’hanno dotata di grande determinazione per scegliere il suo destino: a differenza dei suoi fratelli, che si sono affermati senza tentennamenti nel mondo del lavoro, realizzando così i desideri dei genitori, Angelica è uno spirito libero, più in cerca di sé stessa che di un’occupazione che la limiti.

A lei, “serena e paciosa come un babà nella sua vaschetta, basta quel tanto che le permetta di mantenere le sue piccole passioni: “i libri, i tulipani e una settimana al mare ogni estate” (p. 18).

Ha provato a insegnare inglese, ma la sua passione non è bastata a superare alcuni scogli (leggendo il romanzo, capirete che questo è un eufemismo bell’e buono); si è allora dedicata alla panificazione, ma il negozio dove ha lavorato sconvolgendo i suoi ritmi circadiani sta per chiudere. Che fare, dunque?

L’APPUNTAMENTO – Il 23 marzo, alle ore 18, sulla pagina Facebook de ilLibraio.it, Alessia Gazzola presenta “Un tè a Chaverton House” con Elisabetta Migliavada all’interno del palinsesto digitale di LibLive

Quasi per caso, ad Angelica si presenta l’occasione per una singolare “missione”: sua zia Edvige, dopo aver chiesto alla nipote di riprendere i contatti sui social con parenti emigrati a Buenos Aires, riceve un pacco di ricordi. Tra questi, una foto attira l’attenzione di zia e nipote: quello ritratto sembra il padre di Edvige, che doveva invece essere morto in guerra. Come poteva, invece, trovarsi a Londra?

Si arriva così al cuore del romanzo, che sposta l’azione da Milano a Chaverton House, una tenuta nella campagna inglese diventata famosa per una serie tv, dove pare che il bisnonno di Angelica abbia lavorato per molti anni. Indagare non è facile, perché le tracce che portano alla verità sono disperse e internet può solo in parte aiutare la ragazza: solo un’indagine accurata in loco potrebbe aiutare Angelica a trovare le risposte che cerca. E il viaggio, come ci ha abituato Alessia Gazzola, “è un’iniezione di libertà e di sicurezza” (p. 122), ha sempre in serbo qualcosa per le sue protagoniste.

Tra tè offerti a qualsiasi ora e pioggia londinese infradiciante, incontri inattesi con anziani italiani all’estero e singolari scambi di vedute con gente del posto, un lavoretto improvvisato come guida turistica di Chaverton e nuove conoscenze intriganti, Angelica inizia a indagare sul mistero del bisnonno Angelo. Ma quanto è giusto riportare alla luce la verità, se questa può sconvolgere la storia di famiglia?

L’atmosfera decadente e al tempo stesso elegante di Chaverton, con i suoi tanti quadri alle pareti, un lord padrone di casa anzianissimo e dalla memoria confusa, un singolare estate manager affetto da zoppia tanto quanto da un suo fascino particolare, con il suo vecchio e fedele cane sempre al fianco, non fanno che alimentare l’immersione di Angelica (e di chi legge) in un’atmosfera degna di Downton Abbey. Leggendo il romanzo, non si può fare a meno di sperare che Angelica trovi tanto la verità quanto un nuovo inizio: a Milano ha lasciato un po’ di fallimenti, sul lavoro come nella vita sentimentale, e dunque la Gran Bretagna, dove è arrivata sulle orme del passato, potrebbe offrire un nuovo straordinario inizio.

A rendere ulteriormente interessante il romanzo è anche la sua storia testuale: come racconta l’autrice nella lettera ai lettori in apertura, Un tè a Chaverton House è nato come storia a puntate scritta in soli trenta giorni durante il primo lockdown. Ogni giorno, Alessia Gazzola mandava a sua madre e a un gruppo di sette amiche una nuova puntata di Chaverton House, e in effetti si coglie nel romanzo il desiderio di portare serenità e consolazione in chi legge. Una buona dose di mistero unita ad altrettanta di romanticismo, con un pizzico di ironia e un’accurata lievitazione della narrazione portano in effetti a un romanzo dolce e gustoso, che fa subito sperare in un bis.

Fonte: www.illibraio.it