“Che noia la morale della favola…”: la letteratura per ragazzi per Alice Basso

di Alice Basso | 01.10.2026

A me della letteratura per ragazzi piace tutto. L’avventura, la possibilità di ficcarci dentro la magia o elementi surreali, l’ironia. Tutto. Quasi. Tutto tranne una cosa, che poi a ben guardare non è neanche colpa della letteratura per ragazzi in sé, è colpa di come te la fanno leggere quando sei bambino. E quella cosa è: che sembra che sia obbligatorio trovarci per forza un messaggio, una morale, una lezione.

Cosa abbiamo imparato da questa storia?

Cosa ci ha insegnato?

Che messaggio ci ha lasciato?

Da quando scrivo anche per ragazzi e vado nelle scuole a incontrare i miei sveglissimi lettori (nel mio caso si tratta di ragazzini dagli otto ai dodici anni), il mio incubo peggiore è che – no, scusate, il mio secondo incubo peggiore: il mio primo incubo peggiore è che mi capiti di incontrare una seconda media all’ultima ora della mattinata dopo due di compito di grammatica. Giuro, mi è capitato. Ne sono uscita viva, ma con certi aneddoti del terrore come i nonni che hanno fatto la guerra. Ma torniamo a noi. Dicevo: il mio secondo incubo peggiore è che la maestra o la professoressa inizino a chiedere ai ragazzi che lezione hanno tratto dal mio libro. Mi sembra che non ci sia niente di meglio per trasformare una buffa storia d’avventura in un mattone che, oh no!, andava studiato.

A quanto pare, quando sei piccolo non puoi permetterti di passare semplicemente qualche ora immerso in una storia d’azione, avventura e forti emozioni che ti faccia dimenticare che ti trovi nella tua cameretta a Quarto Oggiaro, Sesto Fiorentino o Settimo Torinese (oggi mi vengono solo esempi con i numeri. A proposito: ne avete qualcuno che cominci con Quinto? O con Terzo? Sono curiosa). Devi per forza uscire dalla tua lettura arricchito, nobilitato, cresciuto, con tutti i valori morali messi in discussione e poi riallineati più solidi e maturi di prima.

Per carità, non che non sia così nella maggior parte dei casi. Non che nei libri non ci siano, davvero, dei grossi temi esistenziali che ti fanno pensare, o magari non ti fanno pensare consapevolmente ma poi restano lì, e ti lavorano nello stomaco, annodandoti e snodandoti le sinapsi anche dopo che hai finito di leggere. In fondo, ogni avventura che si rispetti implica dei rischi, e per affrontare questi rischi bisogna che il/la protagonista abbia delle motivazioni importanti: magari salvare qualcuno a cui vuole bene (o anche a cui non vuole particolarmente bene, solo perché è giusto farlo; e anche questo apre una questione etica), o magari delle ragioni egoistiche che però man mano si sfaldano in favore di altre più inclusive, eccetera. Certo che ci sono, i temi forti e importanti, nei libri belli.

È questo mettersi a tavolino a pescarli come trote, a volte sforzandosi di trovarne anche di inesistenti, per il dovere ferreo di ammucchiare più insegnamenti possibili, altrimenti sembra che il libro abbia solo fatto perdere tempo… ecco: questo mi puzza di tradimento, e trasforma una bella lettura appassionante in un noiosissimo compito – o almeno così sembra a me.

Ma.

C’è un ma.

Questo è il punto, signore e signori (e in particolare signore e signori in miniatura, insomma voi ragazzini che leggete), in cui vi svelo che, a mio parere, esiste un modo per far passare la voglia agli adulti intorno di interrogarvi su Cosa Avete Imparato Questa Volta.

Il modo è: dare la risposta sbagliata.

Pensateci. Nessuno legge un libro con l’autore seduto di fianco, a cui poter chiedere ogni due pagine “Cos’è esattamente che volevi dire, qui?“. Abbiamo tutti il diritto di vedere in un libro quello che vogliamo noi. E, se quello che trovate voi in un libro è diverso da quello che gli adulti intorno a voi vorrebbero che ci trovaste, risposta sbagliata dopo risposta sbagliata è mooolto probabile che li esasperiate abbastanza da convincerli a lasciarvi in pace e a continuare a godervi i libri in pace.

Vi faccio un esempio? Uno personale?

Se avete letto I Fratelli Difendieroi 1 (In verità si intitola I Fratelli Difendieroi e basta, il secondo invece Il castello delle sfide, ma nella mia testa è I Fratelli Difendieroi 2), sapete già che io ho qualche problema con Il Piccolo Principe.

Tutti ci vedono una storia poetica, delicata, che celebra la capacità di sognare e la ricerca dell’amicizia e blablabla. Io, be’, io no. Io ci ho sempre visto un aviatore – una persona gentile e simpatica – che combatte per sopravvivere, in una gara contro il tempo per aggiustare il proprio aereo prima di morire di sete nel deserto, che viene avvicinato da un bambino piovuto dal nulla – lui, sì, evidentemente privo di esigenze di idratazione e alimentazione – che anziché aiutarlo si mette a parlargli dei fatti suoi a raffica, senza mostrare il minimo rispetto per la sua importantissima missione.

La gente – quella che ama Il Piccolo Principe, cioè, ahimé, praticamente tutta la gente – di solito non prende bene questa mia visione. Eppure è perfettamente giustificata. Non mi sto inventando niente. È esattamente quello che succede nel libro.

Be’: da quando dico queste cose quando mi chiedono cosa penso del Piccolo Principe… non me lo chiedono più.

Capito cosa intendo?

E allora cominciamo. Addestriamoci a rispondere sbagliato (sbagliato secondo loro) alle domande sulle lezioncine che dovremmo trarre dai libri, e vediamo quanto poco ci mettiamo a venire lasciati in pace.

Pronti per il test? Non occorre nemmeno che vi dia le soluzioni alla fine: capirete già tutto benissimo da soli.

Pinocchio

  • Non bisogna dire le bugie, bisogna andare a scuola e fare i bravi
  • Fra Mangiafuoco, il Gatto e la Volpe, e pure la Fata Turchina (che a un certo punto finge persino di essere morta per far sentire in colpa il burattino e costringerlo a comportarsi come vuole lei), bisogna stare molto, molto attenti agli adulti, perché non fanno altro che cercare di fregarti

Piccole donne

  • La famiglia, l’amicizia e il restare uniti sono la forza che ti fa superare ogni difficoltà
  • Andare a fare la babysitter ai bambini bisognosi ti fa beccare la scarlattina, e poi finisce che muori

Anna dai capelli rossi

  • Un cuore buono e coraggioso, alla fine, ti procura in cambio affetto e amicizia
  • Sei una logorroica che sfinisce le persone a chiacchiere? Ottimo! È così che Anna vince praticamente tutte le sue battaglie!

Pollyanna

  • Il segreto della felicità è addestrarsi a vedere il lato buono in tutte le persone e le situazioni
  • Se non fai che blaterare di quanto sia tutto meraviglioso, il destino si irriterà, si sentirà sfidato e vorrà mettere alla prova il tuo fastidiosissimo ottimismo, per esempio facendoti cadere da un tetto e rimanere invalida. “E adesso come la mettiamo, Miss Gioco Della Felicità?”

Tom Sawyer e Huckleberry Finn

  • Anche un discolo può finire per compiere delle imprese nobili ed eroiche e farsi perdonare
  • Un discolo può compiere anche delle imprese nobili ed eroiche ma non gli servirà a essere perdonato: anzi, per “premio” finirà affidato a due delle signore più noiose e soffocanti della città, col risultato di farsi venire voglia di essere ancora più discolo

Peter Pan

  • In un mondo di eterni bambini si sente comunque la mancanza di un adulto, per esempio di una mamma
  • In un mondo di eterni bambini col cavolo che si sente la mancanza degli adulti: l’unico che c’è è Capitan Uncino, ed è la fonte di tutti i problemi

Heidi

  • La serenità e la pace che l’essere umano trova a contatto con la natura lo elevano spiritualmente e lo rendono una creatura migliore
  • Il posto migliore in cui vivere è quello in cui non c’è nessuna istitutrice che ti fa fare i compiti

Potrei continuare, ma credo che abbiate capito. Anche perché il punto è proprio questo: qualsiasi cosa abbiate capito, va benissimo. Avete il diritto di capire tutto quello che volete capire.

Oddio. Forse ho appena fatto la morale della storia.

copertina del libro Il castello delle sfide di Alice Basso

L’AUTRICE E IL NUOVO ROMANZO  – La scrittrice Alice Basso è nata nel 1979 a Milano. Lavora per diverse case editrici, e vive in un ridente borgo medievale fuori Torino.

Con Garzanti, Alice Basso ha esordito con le avventure della ghostwriter Vani Sarca (L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, Scrivere è un mestiere pericoloso, Non ditelo allo scrittore, La scrittrice del mistero e Un caso speciale per la ghostwriter); nel 2020 è poi uscito Il morso della vipera, il primo capitolo di una nuova serie, ambientata nell’Italia degli anni ’30, con protagonista il personaggio di Anita; nel 2021 è stata la volta de Il grido della rosa e nel 2022 è poi stata pubblicata una nuova avventura della stessa serie, Una stella senza luce; nel 2023 è arrivato in libreria Le aquile della notte, con un ritorno di Anita e degli anni ’30. La serie si è quindi chiusa con Una festa in nero.

Nel 2025 ha inaugurato una nuova serie con il libro Le ventisette sveglie di Atena Ferraris, con una nuova protagonista, Atena Ferraris. A cui ha fatto seguito, a inizio 2026, Le ottanta domande di Atena Ferraris.

libri Alice Basso

Nel 2024, l’autrice (anche collaboratrice del nostro sito – qui le sue autoironiche riflessioni) ha debuttato nel mondo della narrativa per ragazzi con I fratelli difendieroi (sempre proposto da Garzanti).

alice basso I fratelli difendieroi

E ora arriva in libreria il secondo volume del progetto nato per avvicinare i giovani alla lettura, Il castello delle sfide (sempre edito da Garzanti). Tornano così le avventure di Tommy e Lisa, i fondatori dell’agenzia Difendieroi, nata per proteggere i protagonisti dei libri dai tanti drammi che vivono, cercando di salvarli da tutte le cose più terribili che spesso accadono. Per riuscire a farlo, arrivano nelle loro storie tramite porte magiche e così riescono a incontrarli.

Adesso è la volta di Alice nel paese delle meraviglie, prigioniera della Regina Rossa, che ha organizzato un torneo per chi ha intenzione di salvarla. Ma non un torneo qualunque. Un torneo dove le gare, ad esempio, sono rifare la cameretta il più velocemente possibile e lamentarsi più che si può. Se bisogna gareggiare contro i personaggi delle storie come Mary Poppins, Clara l’amica di Heidi, Pippy Calelunghe, Pollyanna e Anna dai capelli rossi, la cosa è praticamente impossibile. Il problema è che se Tommy e Lisa non riescono a vincere le varie gare rischiano di finire intrappolati in quella buia prigione per sempre. Devono cercare le soluzioni più disparate per mettere sotto scacco la perfida regina. Ormai sanno che insieme ogni obiettivo è raggiungibile e dietro ogni scelta si nasconde un messaggio di cui fare tesoro.

Fonte: www.illibraio.it