Quasi duemila poesie composte nella stessa stanza, pubblicate in vita in maniera quasi del tutto anonima e riscoperte solo dopo la sua morte: a osservarla in quest’ottica, la parabola biografica di Emily Dickinson (1830-1886) è già di per sé una storia letteraria.
Nata e vissuta per gran parte della sua esistenza ad Amherst, nel Massachusetts, la grande poetessa americana – che scelse progressivamente di isolarsi dal mondo, per provare a studiarlo e a sentirlo con tutta la precisione di cui era capace – spesso è stata infatti protagonista di studi critici, saggi e testi divulgativi, nonché di adattamenti per il grande e piccolo schermo (pensiamo a film come A Quiet Passion e Wild Nights with Emily Dickinson, o alla serie tv Dickinson del 2019), che hanno cercato di ricostruire l’unicità della sua figura.
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Del resto, a caratterizzare l’autrice non è solo il suo volontario distacco dalla società borghese, ma anche un approccio alla scrittura inconfondibile e ricco di fascino: dalla punteggiatura essenziale ai trattini che interrompono la frase nel mezzo di un pensiero, passando per molte paronomasie e per altrettante maiuscole e personificazioni inaspettate.
Un sistema espressivo che anticipa nel XIX secolo molte soluzioni centrali poi nella poesia del ‘900, e che ruota intorno a grandi interrogativi legati a Dio, alla morte, al tempo, all’amore, alla natura e alla condizione umana.
Attraverso alcune delle frasi di Emily Dickinson più significative tratte dai suoi componimenti, proviamo allora a (ri)scoprire la voce e la visione di una scrittrice capace di concentrare in pochi versi la sua perenne oscillazione tra fede e dubbio, gioia e disincanto, slancio e pudore…
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Alcune tra le più belle frasi di Emily Dickinson
Cominciamo da una delle frasi di Emily Dickinson che più di tutte ci invita a riflettere sull’importanza non solo della trasparenza con cui formuliamo i nostri discorsi, ma anche delle modalità con le quali siamo in grado di veicolare di volta in volta il nostro messaggio, evitando così di “abbagliare” chi ci ascolta. Scrive infatti l’autrice nella Poesia n. 1129, contenuta nel compendio Poesie (Garzanti, traduzione di Rina Sara Virgillito):
[…] Come il lampo è accettato dal bambino
se con dolci parole lo si attenua –
così la verità può gradualmente
illuminare – altrimenti ci accieca –
Una considerazione che possiamo facilmente accostare a un’altra delle frasi di Emily Dickinson più note della sua produzione, tratta in questo caso da una lettera a Frances e Louise Norcross risalente al 1862 (e tradotta da Giuseppe Ierolli). Qui, la scrittrice evidenzia fino a che punto ogni nostro pensiero cominci a svolgere la sua vera funzione solo nel momento in cui viene comunicato – e quindi condiviso – con l’esterno:
Una parola è morta, quando è detta
Taluni dicono –
Io dico che invece inizia a vivere
Quel giorno

Veniamo ora a uno dei componimenti di Emily Dickinson più ripresi sul sentimento amoroso, il cui verso iniziale (The Heart asks Pleasure first) ha ispirato il titolo del tema conduttore del film Lezioni di piano, diretto nel 1993 da Jane Campion. Parliamo della Poesia n. 536 (di seguito tradotta da Giuseppe Ierolli), che descrive la natura irresistibile del desiderio e l’inevitabile ricerca di sollievo dal dolore che finisce sempre per derivarne…
Il Cuore chiede il Piacere – dapprima –
E poi – l’Esenzione dalla Pena –
E poi – quei piccoli Lenimenti
Che attenuano la sofferenza – […]
Altrettanto evocativa è la Poesia n. 546 (traduzione di Silvio Raffo), incentrata sulla necessità di superare un determinato dolore affrontandone direttamente la causa specifica, perché tentare di ignorarlo – o di camuffarlo ricorrendo a delle distrazioni superficiali – non farebbe che ingigantire il problema. Non per niente, il componimento si chiude con una delle più citate frasi di Emily Dickinson fino ai nostri giorni:
Non puoi colmare un Abisso
con l’Aria

Del resto, è la stessa Emily Dickinson, nelle prime frasi della Poesia n. 1870 (che proponiamo nella traduzione di Giuseppe Ierolli), a rammentarci che in noi si cela una forza interiore di cui forse non siamo nemmeno a conoscenza, almeno finché le circostanze non ci costringono a esercitarla. E sarà solo allora, impegnandoci a dare tutto di noi per superare una difficoltà, che scopriremo di essere più grandi di quanto pensassimo:
Non sappiamo mai quanto siamo alti
Finché non ci chiedono di alzarci
E allora se siamo conformi al progetto
Le nostre stature toccano i cieli – […]
Fonte: www.illibraio.it