Alleate o rivali? Valeria Usala e le donne del romanzo “La rinnegata”

di Valeria Usala | 20.04.2021

I fatti, e il modo in cui li raccontiamo, disegnano la realtà. La magia che scaturisce da questa combinazione è ciò per cui amiamo le storie. Prima di scrivere La Rinnegata mi ero appuntata una sequenza di eventi: inizio, svolgimento e fine, un’impalcatura solida e funzionale al racconto. Ma raggiungere la mente e il cuore dei personaggi che volevo raccontare era un’impresa decisamente più ardua. Avevo bisogno di mettermi in ascolto delle loro voci. Sogni, speranze, colpe e paure si sono mescolati per poi prendere forme distinte – perché potessi tirare fuori da quella memoria collettiva e profondamente umana, per ciascuno, qualcosa di simile a un’anima.

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Teresa è preziosa ed ermetica, come una cassaforte antica. Occupa nel mondo che conosce una posizione scomoda, che non riesce ad abbandonare ma nella quale non si riconosce fino in fondo. La sua bellezza la rende fragile e attraente, ma è proprio quando sta per svelarsi del tutto che la serratura si rinsalda, mostrandone una corazza schiva e ostile.

L’APPUNTAMENTO CON “LIBIVE” SULLA PAGINA FACEBOOK DE ILLIBRAIO.ITMercoledì 28 aprile alle 18 Valeria Usala presenta La rinnegata con Nadia Terranova

Proprio come l’isola in cui è nata, Teresa si sente selvaggia e distante dal resto del mondo. Conosce la fatica, accetta il dolore e respinge qualsiasi preconcetto, ma spesso lo fa con i gesti; e questo, in un paese in cui le chiacchiere sono il principale passatempo, risulta incomprensibile. Nonostante le parole la feriscano, però, va avanti per la sua strada con coraggio e combatte a testa alta per dimostrare a se stessa che può essere più che una moglie fedele e una madre attenta.

Gestisce un emporio e una taverna, un lavoro che si è fatta da sola e che le permette un’indipendenza preziosa; nonostante il suo essere diversa la faccia sentire a disagio, non è pronta a rinunciare ai propri desideri. Teresa, in fondo, non sa dove vuole andare perché non ha mai saputo da dove viene: rivangare il passato la confonde, immaginare il futuro la spaventa; solo il presente le regala un qualche tipo di appartenenza. E proprio lei, una donna che sogna di essere libera, in mezzo a quei volti ostili ne incontra uno che, alla sua libertà, ha rinunciato da tempo.

Si sa: un cuore ferito è anche l’unico cuore che sa di aver amato davvero. Il cuore di Maria amava profondamente la vita e raramente ha avuto paura, anche se questo significava rompere gli schemi e subire ingiustizie profonde. Con il passare del tempo, però, la sua anima si è indurita a tal punto da renderla arida. Per questo ha deciso di diventare un’altra: di usare gli occhi per accusare, la voce per maledire e le mani per trattenere tutto il dolore che ha dentro, invece di farlo esplodere. Tutto quel peso l’ha trasformata in una bruja, anima errante per cui la notte diventa un tempo accogliente e i ricordi gli unici compagni.

La Rinnegata racconta di un luogo che non assomiglia a nessun altro, e di una storia lontana nel tempo che, in realtà, si ripete in forme diverse ancora oggi, un po’ ovunque. Ci parla di un passato che non esiste più ma deve essere salvato, e di un futuro che ancora non c’è ma può essere costruito. Le vite che osserva, le difficoltà che attraversa e i sentimenti che indaga sono, in qualche modo, anche i nostri.

Le voci di Teresa e Maria non sono le uniche di questo romanzo, ma sono quelle che hanno gridato un po’ più forte, dentro di me. Le voci di tutte le altre, come in un coro, prendono parte alla scena con la giusta distanza e fanno da contraltare. Alcune giudicano e sospettano, condannano e fingono di non vedere; altre intuiscono e comprendono, consolano e difendono nonostante tutto. Le donne possono essere tra loro le migliori alleate o le più agguerrite rivali: è la scelta tra queste due alternative che ci racconta chi siamo. L’unica cosa che non possiamo più fare, dopo averle incontrate, è rimanere in silenzio.

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L’AUTRICE – Valeria Usala ha 28 anni. È nata e vive a Cagliari. Dopo una laurea in Lingue e Comunicazione e un diploma in Storytelling, collabora con una rivista di cinema. La rinnegata (Garzanti) è il suo romanzo d’esordio.

Senza un uomo accanto, una donna non è nulla. Teresa ha sempre sentito l’eco di questa frase, come il vento durante la tempesta, ma non ci ha mai creduto. Lei che è quiete e fuoco, rabbia e tenerezza, lotta contro questo pregiudizio da quando è nata. Da quando, rimasta orfana, non ha mai avuto nessuno a proteggerla dalla sua intelligenza, oltre che dalla sua bellezza. Un intero paese la rinnega, impaurito davanti alla sua indipendenza, alle sue parole e ai suoi gesti. Perché in fondo, sono tutto ciò che la rende diversa dalle altre donne. Nemmeno l’aver creato una famiglia con un uomo che ama ha messo a tacere le malelingue e i pettegolezzi. Nessuno crede che la sua fortuna, derivante da un emporio e una taverna che ha costruito e gestisce da sola, sia frutto di fatica e tenacia. Ma le voci sono sempre rimaste solo voci, anche quando a rispondere a tono è una bruja come Maria, che vaga per le strade senza una meta precisa. Poi tutto cambia, e Teresa si ritrova costretta a difendere ciò che ha conquistato per dimostrare che può farcela da sola. Che non rinunciare a se stessa significa essere libera. Vuole dare a quel vento, pieno di parole feroci, un afflato nuovo; ma il pregiudizio è forte e saldo, come una radice ancorata alla terra.

Quella narrata da Usala è una storia di coraggio e rinuncia, un romanzo in cui la Sardegna è protagonista con la sua natura, le sue leggende e le sue contraddizioni.

Fonte: www.illibraio.it