“Cime tempestose”, alcune delle più belle frasi tratte dal capolavoro di Emily Brontë

di Eva Luna Mascolino | 10.02.2026

A Thrushcross Grange, nello Yorkshire, c’era un tempo un casale vicino a una sorta di fattoria o casa colonica che si chiamava Wuthering Heights. Un casale immaginario, nato dalla penna della grande scrittrice britannica Emily Brontë (1818-1848), che avrebbe dato il nome al suo unico romanzo compiuto: l’indimenticabile Cime tempestose.

Considerato uno dei capolavori della letteratura inglese del XIX secolo e ripreso in numerosi adattamenti – dal film del 1992 di Peter Kosminsky con Juliette Binoche e Ralph Fiennes, fino ad arrivare alla pellicola diretta da Emerald Fennell in uscita il 12 febbraio 2026, con Margot Robbie e Jacob Elordi nei panni dei protagonisti -, Cime tempestose è in effetti una cosa sola con l’atmosfera gotica in cui si svolge.

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Al punto che è dalla sua cornice geografica che a tratti sembrano venire fuori gli stati d’animo totalizzanti e i pensieri irruenti dei personaggi – e in particolare di Heathcliff e Catherine, legati fin dall’infanzia da una passione travolgente, che oggi forse faticheremmo a considerare un amore sano, ma che senza dubbio, pur nei suoi eccessi, ha segnato la formazione letteraria e sentimentale di tante generazioni, spesso attraverso dei passaggi a dir poco memorabili.

Per (ri)scoprire il fascino oscuro di un rapporto che ancora oggi sa conquistare lettrici e lettori di ogni età e provenienza, ecco allora una selezione di alcune fra le più belle frasi tratte da Cime tempestose (qui nella traduzione italiana di Rosina Binetti per Garzanti), capaci quasi di rievocare, con la loro forza, l’eco del vento che urla nella brughiera

Alcune delle più belle frasi tratte da Cime tempestose

Cominciamo da una delle frasi tratte da Cime tempestose che meglio riassumono le difficoltà dei protagonisti a parlarsi a cuore aperto, mettendo da parte la paura e l’orgoglio che li contraddistinguono. A prendere la parola è in questo caso Catherine, che sente di provare l’indicibile per Heathcliff ma che, per via del carattere violento di lui e delle barriere sociali che si frappongono tra di loro, non osa sbilanciarsi:

Voglio ingannare la mia coscienza inquieta e convincermi che Heathcliff non ne capisca nulla, di cose simili. Non è vero? Lui non sa quel che significhi essere innamorati.

Questo, però, non significa che abbia di Heathcliff una scarsa opinione, che non si senta considerata o che preferisca restargli lontana. Al contrario, nonostante l’inquietudine che prova per le conseguenze, il suo desiderio sarebbe di continuare a condividere ogni cosa con lui, come emerge in una delle frasi tratte da Cime tempestose più conosciute e più toccanti dell’intero romanzo:

Le mie grandi pene in questo mondo sono state le pene di Heathcliff, e io le ho conosciute e le ho sentite tutte una a una dal principio; la sola ragione di vivere per me è lui. Se tutto il resto perisse, e lui rimanesse, io continuerei a esistere; e, se tutto il resto rimanesse e lui fosse annientato, l’universo si cambierebbe per me in un’immensa cosa estranea.

Una delle frasi tratte da Cime tempestose, il grande romanzo di Emily Bronte

E tuttavia, come sappiamo, l’ardore di Catherine non basterà a farle rifiutare la mano del tenero e gentile Edgar Linton, quando la prospettiva di un matrimonio più stabile e mite diventa più concreta. La sua speranza rimane quella di aiutare Heathcliff a risollevare la propria sorte con i soldi a cui avrà accesso dopo le nozze, anche perché – e lo dimostra bene la citazione che segue – sa che nulla potrà mai scalfire la loro affinità:

[…] lui non saprà mai quanto io lo ami: e questo non perché è bello Nelly, ma perché lui è più me di me stessa. Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono simili; e l’anima di Linton è differente come un raggio di luna dal lampo, o il gelo dal fuoco.

A confermarlo è a sua volta Heathcliff, che, perfino a distanza di molti anni da quei fatidici eventi della giovinezza, continuerà a percepire Catherine come una presenza costante nella sua vita. Un chiodo fisso dal quale non ha scampo, una sorta di devota catena da cui verrà sempre strattonato e influenzato, e che in una delle frasi di Cime tempestose che il personaggio rivolge al narratore viene descritta così:

[…] che cosa nella mia mente non è associato a lei? e che cosa non me la ricorda? Non posso guardare questo pavimento senza vedere i suoi lineamenti raffigurati nelle pietre! In ogni nube, in ogni albero, riempiendo l’aria la notte, e balenando in ogni oggetto il giorno, io sono circondato dalla sua immagine!

Una delle frasi tratte da Cime tempestose di Emily Bronte

Uno sconforto che, non a caso, dopo la tragica scomparsa di Catherine, lo aveva portato a pronunciare, nel pieno del suo delirio amoroso, una delle frasi di Cime tempestose più struggenti ed emblematiche. La stessa che fungerà poi da spartiacque tra la prima parte del romanzo e quella successiva, nella quale arrivano sulla scena dei nuovi personaggi destinati a confrontarsi con Heathcliff e con le sue impetuose pulsioni di vendetta

Hai detto che ti ho uccisa io… perseguitami, dunque! Credo che gli uccisi perseguitino i loro uccisori. So di spiriti che hanno vagato sulla terra! Rimani con me sempre, prendi qualsiasi forma, fammi diventar pazzo! Soltanto non lasciarmi in questo abisso, dove non posso trovarti!

Fonte: www.illibraio.it