Frasi sull’autunno, alcune fra le più belle della letteratura

di Eva Luna Mascolino | 17.09.2026

Con le sue giornate uggiose, le sue tonalità cromatiche contrastanti e il primo fresco che porta con sé, l’autunno è una stagione che non lascia indifferenti, densa com’è di malinconia e al tempo stesso di una vitalità che confluisce nel fatidico rientro alla routine dopo la pausa estiva, quando si è pronti ad affrontare un nuovo anno di impegni e soprattutto di letture.

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Non stupisce allora che, fin dall’antichità, tanti e tante intellettuali provenienti da ogni parte del mondo abbiano dedicato un pensiero all’autunno, mettendo nero su bianco riflessioni e spunti dal fascino senza tempo, che ancora oggi sono in grado di catturare in poche righe l’essenza sfaccettata di questo periodo dell’anno.

Abbiamo quindi raccolto qui di seguito alcune tra le più belle frasi sull’autunno tratte proprio dalla letteratura, da quelle di scrittori come Hermann Hesse e Ernest Hemingway, fino ad arrivare a George Sand, Giuseppe Ungaretti, Anna Achmatova e Guillaume Apollinaire

Alcune fra le più belle frasi sull’autunno tratte dalla letteratura

Cominciamo da una delle frasi sull’autunno più famose della letteratura italiana, con cui si apre il componimento I pastori scritto dal massimo esponente del decadentismo del nostro Paese, Gabriele D’Annunzio (1863-1938), e inserito all’interno della raccolta Alcyone (che è stata pubblicata fra gli altri da Garzanti, in un’edizione a cura di Pietro Gibellini e Maria Belponer):

Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all’Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Una delle frasi sull'autunno più famose della letteratura italiana, tratta dalla poesia "I pastori" di Gabriele D'Annunzio

Una descrizione che riesce a evocare atmosfere soffuse e in qualche modo ancestrali, e che in questo senso sembra dunque in linea con una delle frasi sull’autunno che ci ha lasciato invece George Sand (1804-1876), scrittrice e drammaturga francese che dà di questa stagione una definizione quantomai puntuale nel romanzo François le Champi (Feltrinelli, traduzione di Cinzia Bigliosi):

L’autunno è un andante grazioso e malinconico che prepara mirabilmente il solenne adagio dell’inverno.

John Burroughs (1837-1921), pensatore e camminatore che viene ancora oggi ritenuto fra i più celebri esponenti del nature writing, ovvero della riflessione sulla bellezza del mondo della natura, nel suo Il vangelo della natura (La vita felice, traduzione di Luca Castelletti), annota invece con la sua sensibilità, a proposito di come appare il mondo negli ultimi mesi dell’anno:

Come invecchiano meravigliosamente le foglie. Come sono pieni di luce e colori i loro ultimi giorni.

Una delle frasi sull'autunno scritta da John Burroughs

Proprio le foglie, d’altronde, sembrano fra le protagoniste indiscusse dell’atmosfera autunnale, come ci dimostra un’altra delle frasi sull’autunno tratte dalla grande letteratura – a firma stavolta di Hermann Hesse (1877-1962), lo scrittore e poeta svizzero-tedesco che nel romanzo Demian (Mondadori, traduzione di Ervino Pocar) scrive quanto segue:

Così cadono le fronde intorno all’albero in autunno: esso non ne sa nulla, la pioggia lo bagna o lo colpisce il sole o il gelo, la vita gli si ritrae lentamente in uno spazio minimo e intimo. Esso non muore. Aspetta.

Sulla stessa scia si inserisce anche un altro autore tedesco suo contemporaneo, Ernst Jünger (1895-1998), del quale nel saggio Das spanische Mondhorn (traducibile in italiano come Lo scarabeo spagnolo) è custodita una frase sull’autunno di rara delicatezza, che paragona questa stagione a un’altra particolarmente amata in molte culture del mondo:

In autunno le forme acquistano una plastica maturità – la primavera è pittrice, l’autunno è scultore.

Una delle frasi sull'autunno scritta da Ernst Jünger

Non solo le foglie, però, ma anche gli odori dell’autunno riescono a catturare l’attenzione di scrittori e scrittrici. Proprio come accadde a suo tempo a Ernest Hemingway (1899-1961), a cui invece dobbiamo in Per chi suona la campana (Mondadori, traduzione di Maria Napolitano Martone) alcune delle frasi sull’autunno più citate della letteratura americana:

Questo è l’odore che mi piace. Questo è il trifoglio appena tagliato, la salvia calpestata quando uno cavalca dietro un armento, il fumo della legna e delle foglie che bruciano d’autunno. È l’odore della nostalgia, l’odore del fumo dei mucchi di foglie che bruciano l’autunno nelle strade del Missoula.

Restiamo in tema di percezioni sensoriali con Søren Kierkegaard (1756-1838), il grande pensatore originario di Copenaghen, che il 29 ottobre 1837 appunta nel suo Diario (BUR, traduzione di Cornelio Fabro) una delle frasi sull’autunno che riescono meglio a condensare la propensione di alcuni di noi per l’introspezione e la spiritualità, specialmente in un periodo che si presta così bene ad ammirare tutto ciò che ci circonda:

Per questo preferisco di gran lunga l’autunno alla primavera, perché in autunno si guarda il cielo. In primavera la terra.

Una citazione dell'autore Søren Kierkegaard

Questo inevitabile desiderio di captare ciò che si verifica intorno a noi durante l’autunno ha poi numerosi risvolti, che chiaramente finiscono per avere un impatto non solo sui nostri pensieri, ma anche sui nostri stati d’animo. Ce lo ricorda Thomas Wolfe (1900-1938) ne Il fiume e il tempo (Mondadori, traduzione di Cesare Vivante), quando dichiara:

Tutte le cose sulla terra fanno rotta verso casa, durante il caro vecchio ottobre; i marinai verso il mare, i viaggiatori verso mura e recinti, i cacciatori verso i campi, le cavità la lunga voce dei cani, l’innamorato verso l’amore che aveva abbandonato.

Non per niente, lo stesso Giuseppe Ungaretti (1888-1970) paragonava in Soldati (Vita di un uomo, Mondadori) la condizione delle foglie a quella fragile e inquieta dei soldati in trincea, suggellando in pochi versi il profondo e indissolubile legame che può venirsi a creare fra l’autunno e la condizione umana:

Si sta
come d’autunno
sugli alberi
le foglie.

Una delle frasi sull'autunno scritta da Giuseppe Ungaretti

Se da una parte, tuttavia, l’autunno è spesso associato alla caducità della vita e alla nostalgia per il tempo che passa, dall’altra parte ci sono state autrici e autori che – come abbiamo già visto – non hanno mancato di indirizzare a questa stagione un pensiero di meraviglia e contemplazione, proprio come fa Guillaume Apollinaire (1880-1918) nella lirica Autunno malato (Poesie, Rizzoli, traduzione di Giorgio Caproni):

[…] E quanto amo stagione quanto amo i tuoi suoni
I frutti che cadono e che nessuno raccoglie
Il vento e la foresta che piangono
Tutte le loro lacrime d’autunno foglia a foglia
Le foglie
Pestate
Un treno
Che passa
La vita
Che va.

Dello stesso avviso è anche Nathaniel Hawthorne (1804-1864), che il 10 ottobre 1842, nei suoi American Notebooks (volume in cui sono raccolti i suoi appunti dal 1835 al 1853, poco prima della sua partenza per l’Inghilterra, nonché alcuni estratti delle sue lettere dello stesso periodo), appuntava la seguente frase sull’autunno:

Non posso sopportare di perdere qualcosa di così prezioso come il sole autunnale restando in casa. Così ho trascorso quasi tutte le ore di luce nel cielo aperto.

Una citazione dello scrittore Nathaniel Hawthorne

Ancora meglio, poi, quando abbiamo la possibilità di condividere una stagione tanto suggestiva con una persona a noi cara: ogni sensazione si esalta e si cristallizza nella memoria, esattamente come descrive la poetessa russa Anna Achmatova (1889-1966) in questa poesia contenuta nella raccolta La corsa del tempo (Einaudi, traduzione di M. Colucci):

Ricordo solo un giardino d’autunno, tenero, trasparente,
e gridi di gru e campi foschi…
Oh, com’era deliziosa con te la terra!

E concludiamo ora con una frase sull’autunno delicata e definitiva, che dobbiamo allo scrittore inglese Samuel Butler (1835-1902) e che fa parte dell’opera Così muore la carne (Einaudi, traduzione di Enzo Giachino), pubblicata postuma nel 1903. Un promemoria dedicato all’idea che ogni fase dell’anno (e della nostra vita) porti con sé una ricchezza diversa ma ugualmente importante:

L’autunno è la stagione più dolce, e quello che perdiamo in fiori lo guadagniamo in frutti.

Fonte: www.illibraio.it