Oggi sono la madre che mia figlia non merita di avere

di Giada Sundas | 17.02.2020

Siamo in piedi da soltanto un’ora e io già non la sopporto. Mia figlia, non sopporto mia figlia. Ed è un sentire talmente ignobile, che anche il solo pensarlo mi strugge di vergogna, figuriamoci concretizzarlo in parole. Eppure a volte capita che le sue giornate no convergano rovinosamente con le mie, e ogni pianto, capriccio, lagna non trovino accoglimento e comprensione.

Oggi una valanga di pesantezza mi ha travolta con violenza, ogni mio gesto, fisico e mentale, richiede uno sforzo mille volte più grande del solito.

Lei non lo sa, come potrebbe? Avere cinque anni presuppone la presenza totalizzante nei pensieri di un genitore.

E non è di certo colpa sua se io oggi non la sopporto. È una bambina e si comporta come tale, sono io che al momento non ho gli strumenti emotivi per gestire ogni periferica di questo mucchio di macerie.

Sono sopraffatta e non riesco a essere un dignitoso essere umano, figuriamoci una madre.

Ci sono cose che una madre non deve dire, non può dire. Insiemi e sottoinsiemi di convenzioni sociali a cui piegarsi nel nome della devozione e abnegazione. È semplice: sii sempre grata e amorevole e se insorge un barlume di infelicità e sopraffazione ingoialo come una medicina e vergognatene. Sei una madre, condizione totalizzante, non c’è spazio per altro.

Oggi mia figlia ha aperto gli occhi direttamente su una crisi di pianto inconsolabile, nervosa, rabbiosa e stanca. Il suo umore è andato a sbattere contro il mio, altrettanto provato, dando luogo a una serie di pensieri poco nobili e reazioni altrettanto miserabili.

È come se mi fossi alzata già scarica, incapace di comprendere, disinnescare, consolare.

Oggi sono la madre che mia figlia non merita di avere. Eppure sono la madre che ha. Allora mi fermo, prendo fiato, mi cerco, chiedo scusa e ci riprovo. Ci sono millequattrocento minuti in un giorno, il prossimo è quello giusto per ripartire.

L’AUTRICE – Giada Sundas è una giovane madre molto seguita in rete. Sui social racconta la sua esperienza di “madre imperfetta ma imperterrita” con freschezza e ironia. Il suo romanzo d’esordio, edito da Garzanti nel 2017, si intitola Le mamme ribelli non hanno paura, e racconta la storia di Giada dal giorno in cui la piccola vita di Mya, sua figlia, ha cominciato a crescere dentro di lei. Nel 2018 è uscito il suo secondo, atteso libro, Mamme coraggiose per figli ribelli, in cui l’autrice torna a parlare del mestiere più difficile del mondo: fare la madre. Con la sua inconfondibile vena ironica…

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Fonte: www.illibraio.it