Uno stile carnale e colorato. Personaggi attraversati da una vena di eccentrica follia e tuttavia credibili e umani. L’ambizione di affrontare i grandi temi dell’esistenza con irriverente leggerezza e profonda compassione. Tutto questo Shanghvi è riuscito a fonderlo in un romanzo magico, esuberante e avventuroso, che restituisce il fascino di un’India sospesa fra modernità e tradizione.
India, anni Venti. La giovane Anuradha ha lasciato la cittadina del Rajasthan dov’è cresciuta per andare a Bombay, dove sposerà, secondo la tradizione, l’uomo che i genitori hanno scelto per lei. Attraverso la vicenda di Anuradha e della sua bella ed eccentrica nipote Nandini, L’ultima canzone racconta una saga familiare stretta tra la magia del passato e la frenesia del nuovo, sospesa tra gli imperativi dei sentimenti e l’aspirazione alla bellezza, tra sofferenza e tenerezza.
Uno stile carnale e colorato. Personaggi attraversati da una vena di eccentrica follia e tuttavia credibili e umani. L’ambizione di affrontare i grandi temi dell’esistenza con irriverente leggerezza e profonda compassione. Tutto questo Shanghvi è riuscito a fonderlo in un romanzo magico, esuberante e avventuroso, che restituisce il fascino di un’India sospesa fra modernità e tradizione.
Uno stile carnale e colorato. Personaggi attraversati da una vena di eccentrica follia e tuttavia credibili e umani. L’ambizione di affrontare i grandi temi dell’esistenza con irriverente leggerezza e profonda compassione. Tutto questo Shanghvi è riuscito a fonderlo in un romanzo magico, esuberante e avventuroso, che restituisce il fascino di un’India sospesa fra modernità e tradizione.
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