Gherardo Colombo non si candida a sindaco di Milano

di Redazione Il Libraio | 10.03.2016

Dopo giorni di indiscrezioni, Gherardo Colombo scioglie la riserva: “Credo che la direzione e il senso del mio impegno non siano in questo momento in sintonia con il ruolo di sindaco, che peraltro dovrebbe prevedere il supporto di una squadra di persone scelte con anticipo e ponderazione, competenti e fidate, con le quali condividere un percorso così importante per i cittadini”.

Niente candidatura a sindaco di Milano, dunque, dopo che Francesca Balzani e il candidato del Pd Giuseppe Sala, vincitore delle Primarie, non hanno trovato l’accordo (Balzani ha infatti detto no alla guida della lista “arancione”).

In una nota, l’ex magistrato di Mani pulite, attuale presidente della Garzanti (gruppo GeMS), sostenitore della Balzani nelle scorse settimane, spiega: “La proposta arrivata dalla sinistra che non sostiene il candidato Pd Giuseppe Sala, mi porrebbe nella precisa posizione, almeno nella percezione generale, di chi esprime la sola sinistra della città. Una posizione nella quale non mi riconosco, pur condividendo alcuni principi di chi rappresenterebbe. Per queste ragioni penso di non poter accogliere un invito portato con amicizia, passione e insistenza, da persone amiche che stimo. Alle quali va ora il mio sincero ringraziamento”.

Nella nota Colombo sottolinea inoltre che la proposta pervenuta “ha prodotto in me una riflessione profonda e sofferta. Il motivo è legato proprio al mio attaccamento a Milano, all’importanza che hanno sempre avuto nella mia vita impegno e responsabilità e alla preoccupazione che i due principali candidati siano portatori di una managerialità efficiente ma lontana dai valori sociali e civili determinanti per un’autentica crescita della comunità”.

Colombo ha lasciato magistratura otto anni fa: “Ho intrapreso un percorso basato sull’indipendenza e sulla consapevolezza che la capacità di essere liberi sia il fondamento della democrazia. La diffusione del senso della giustizia e del rispetto delle regole, in funzione del rispetto delle persone, credo costituisca la strada principale per esercitare consapevolmente la libertà e marginalizzare la trasgressività drammaticamente diffusa nel Paese, a tutti i livelli”.

E ancora: “Accogliendo la proposta di candidarmi, dovrei abbandonare (questo percorso, ndr), così come l’attività editoriale che considero decisiva per la stimolazione della conoscenza e, quindi, della libertà”.

Fonte: www.illibraio.it