La maggior parte arriva dall'Africa, dall'Asia, dall'America Latina. Ma questi immigrati ? che hanno culture e tradizioni molto diverse dalle nostre ? in quale misura sono assimilabili? E che cosa succederà degli "indigeni" europei, con il loro basso tasso di natalità? E in particolare, quale può essere il rapporto con una minoranza di 20 milioni di persone, culturalmente coesa, come quella musulmana? Il problema dell'identità e del futuro delle nazioni europee non era mai stato esplorato con altrettanta lucidità.
In pochi anni, alla fine del XX secolo, l'Europa è diventata una società multietnica: senza alcuna programmazione, senza una guida politica. Su 375 milioni di europei, ben 40 milioni vivono fuori dal loro paese d'origine: in quasi tutte le città europee, gli immigrati sono più del 10%.
La maggior parte arriva dall'Africa, dall'Asia, dall'America Latina. Ma questi immigrati ? che hanno culture e tradizioni molto diverse dalle nostre ? in quale misura sono assimilabili? E che cosa succederà degli "indigeni" europei, con il loro basso tasso di natalità? E in particolare, quale può essere il rapporto con una minoranza di 20 milioni di persone, culturalmente coesa, come quella musulmana? Il problema dell'identità e del futuro delle nazioni europee non era mai stato esplorato con altrettanta lucidità.
La maggior parte arriva dall'Africa, dall'Asia, dall'America Latina. Ma questi immigrati ? che hanno culture e tradizioni molto diverse dalle nostre ? in quale misura sono assimilabili? E che cosa succederà degli "indigeni" europei, con il loro basso tasso di natalità? E in particolare, quale può essere il rapporto con una minoranza di 20 milioni di persone, culturalmente coesa, come quella musulmana? Il problema dell'identità e del futuro delle nazioni europee non era mai stato esplorato con altrettanta lucidità.
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