«È geniale! Bulgakov è un genio!» Anna Achmatova
Oltre vent’anni dopo la morte di Bulgakov, negli ambienti intellettuali sovietici si comincia a vociferare di un misterioso romanzo inedito custodito dalla vedova dello scrittore. Quando finalmente, nel 1967, il libro viene pubblicato, il successo è sbalorditivo in tutto il mondo: Il Maestro e Margherita diventa subito uno dei miti letterari del Novecento. Ferocemente satirico, ma anche fantasmagorico, il capolavoro di Bulgakov è un originalissimo congegno narrativo: l’affresco grottesco della società moscovita degli anni Trenta, messa in subbuglio dal diavolo in persona, si intreccia alla storia d’amore tra Margherita e il Maestro, vittima della censura, e al “romanzo nel romanzo” di Ponzio Pilato. Con la sua risata irriverente Bulgakov demolisce i regimi autoritari, i burocrati servili, gli artisti compiacenti e ogni potere che, in nome dell'"uomo nuovo”, soffoca la libertà e la creatività.


