Secondo i pedagoghi meglio intenzionati, fervidi impiegati del progresso, oggi la scuola deve fornire ai giovani – naturalmente tenendo conto dei loro «stili cognitivi» – solidi «skillaggi professionali», buon «portfolio delle competenze», «metodologia laboratoriale», «flessibilità dell’intelligenza cognitivo-operazionale» e altre amenità di analogo tenore. Su questa falsariga si sta muovendo l’ultima riforma delle nostre università, iniziata con un ministro del centro-sinistra come Luigi Berlinguer e proseguita con una collega del centro-destra come Letizia Moratti.
L’impatto risulta particolarmente devastante per le facoltà umanistiche. Questa riforma «a costo zero» conduce a una patologica burocratizzazione: debiti, crediti, tirocini, moduli, miriadi di corsi, master e stage travolgono tanto i docenti quanto gli studenti, che una logica aziendalista ha trasformati in «utenti» o «clienti», da adescare con inserzioni pubblicitarie che prosciugano le già scarse risorse degli atenei. La prevalenza di un sapere tecnico e professionalizzante, a scapito della formazione nel senso più autentico del termine e della riflessione storica, conduce a un ulteriore appiattimento su un presente che appare già fin troppo pervasivo nel flusso dei messaggi mediatici decentrati, trasgressivi, effimeri, oppiacei, ma privi di spessore culturale.
Contro questa degenerazione del nostro sistema universitario, ma senza nascondere problemi che si trascinano irrisolti da decenni, una serie di autorevoli storici, filologi, linguisti – attivi in campi di eccellenza della nostra università – lanciano il loro grido d’allarme. Ed è un appello che non riguarda solo le nostre università, ma l’intero ecosistema della cultura: senza più anticorpi, il nostro rischia di essere un futuro sempre più mediatico, anglofono e inevitabilmente conformista.


Il sommario

Gian Luigi Beccaria
L’antico e il nuovo: le scienze umanistiche e la scuola

Claudio Magris
La mia università scomparsa

Cesare Segre
Professionalità. L¹arte e la tecnica

Massimo Firpo
La perdita del passato. Cultura umanistica e scuola

Pier Vincenzo Mengaldo
Riforma e facoltà di Lettere

Vittorio Coletti
Berlinguer e donna Prassede

Giuseppe Ricuperati
Le cicale e le formiche, ovvero la sconfitta di un’ape
ingegnosa

Giorgio Bertone
Sulle riforme e sui riformatori

Michele Loporcaro
Una buona scuola o la società dello spettacolo:
da che parte stanno i progressisti italiani?

Raffaele Simone
Il futuro del dimenticare

Pier Marco Bertinetto
Nuove Mete, Nuovi Miti

Titolo
Tre più due uguale Zero
ISBN
9788811740445
Autore
Collana
Casa Editrice
GARZANTI
Aree tematiche
Dettagli
192 pagine, Brossura
Prezzo di questa edizione cartacea
13,50€


Goodreads

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