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Per la pace perpetua

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I cannoni hanno da poco cessato di tuonare in Europa quando Kant pubblica il saggio Per la pace perpetua, scritto all’indomani del Trattato di Basilea che, nella primavera del 1795, ha posto fine alla guerra tra la Francia rivoluzionaria e la Prussia di Federico Guglielmo ii. Da profondo conoscitore delle teorie di Hobbes sull’homo homini lupus e di Lutero sul male radicale connaturato all’uomo a causa del peccato originale, Kant sa che gli individui e gli stati sono preda di istinti aggressivi: la guerra è la condizione naturale dell’umanità, mentre la pace è un dovere morale, un compito da perseguire. Il passaggio dalla guerra di tutti contro tutti a una pace universale e duratura non è però utopia; coincide col cammino dallo stato di natura, dove a governare è la forza bruta, allo stato di diritto, in cui legislatrice è la ragione. Pervaso dagli ideali dell’illuminismo e dallo spirito della rivoluzione dell’89, il manifesto di Kant conserva intatte dopo due secoli la forza di un imperativo etico e l’audacia di un appello a costruire un mondo in cui la politica si inchini al diritto e i popoli convivano pacificamente in nome dell’«ospitalità universale».

Titolo
Per la pace perpetua
ISBN
9788811008033
Autore
Casa Editrice
GARZANTI
Aree tematiche
Dettagli
96 pagine, Brossura
Prezzo di questa edizione cartacea
10,00€


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