«L’uomo del sottosuolo: contraddittorio, disperato, ridicolo, così simile a noi.» Paolo Nori
È un uomo senza nome e senza qualità, «né cattivo, né buono, né disonesto, né onesto, né un eroe, né un insetto»: frustrato e orribilmente infelice, pieno di rancore e risentimento nei confronti del mondo. Sa che cos’è il bene, eppure sprofonda via via in una fredda, velenosa cattiveria, tra desideri insoddisfatti e propositi di vendetta. In queste pagine, dove il soliloquio si alterna a sconnessi ricordi, si abbandona a una tormentata confessione: rinuncia a ogni difesa, mette a nudo impietosamente la propria anima e ci restituisce, come in uno specchio, il riflesso di ciascuno di noi, prigionieri delle nostre contraddizioni e condannati a convivere con gli orrori del nostro privato sottosuolo.


