Lucien Leuwen (dietro il quale non si fatica a riconoscere lo stesso Stendhal), cresciuto negli ambienti dell’alta borghesia finanziaria e cacciato dall’École Polytechnique per aver espresso idee repubblicane, grazie alla protezione paterna riesce ad arruolarsi in un reggimento di lancieri di guarnigione a Nancy, poi a ottenere importanti incarichi al ministero degli interni. Diviso tra la nostalgia di un tempo perduto e il rifiuto di una società falsa e arida dominata dall’affarismo, il giovane sperimenta dapprima la parabola dolorosa degli affetti poi quella meschina e grottesca della politica. Come il suo amore per la bellissima Madame de Chastelle si infrange contro la volgarità, le calunnie e la miseria morale della nobiltà di provincia, così i suoi slanci libertari si spengono nel mondo corrotto e servile della politica, dominato da funzionari ambiziosi ma senza talento né ideali. Scritto negli anni 1834-1836 e pubblicato postumo nel 1894, il romanzo è un realistico e desolato affresco della Francia dopo il tramonto dei valori liberali nati dalla Rivoluzione del 1830.
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